CALTANISSETTA – Assemblea dei soci, ieri sera, su convocazione del liquidatore dell’Ato Ambiente Cl1, Elisa Ingala, con i sindaci che compongono l’Ato Ambiente Cl1.
Unica novità la richiesta di reintegro del Comune di Resuttano. Sarebbe dovuto transitare in uno degli Ato di Palermo, ma per scelta del sindaco, tornerà a fare parte di quello nisseno. In questa direzione dovrà essere rivista la costituzione della Srr che era stata costituita dai 14 comuni aderenti a fine anno, soprattutto alla luce delle modifiche introdotte dal governatore Crocetta, con la legge regionale n. 3 del 9 gennaio 2013 e con la direttiva in materia di gestione integrata dei rifiuti.
Su questo primo punto, gli amministratori degli enti locali, dovranno compiere scelte rapide, in vista dell’imminente scadenza degli Ato, fissata a settembre, quando si prevede il transito nelle nuove realtà, comunali o consortili che dovranno essere operative nel momento in cui cesseranno le funzioni gestionali del liquidatore. L’assemblea, avendo ampiamente dibattuto, ha deciso di procedere alla discussione del secondo punto. Tuttavia si sono riservati di sollecitare, il presidente della neonata Srr, Michele Campisi, a convocare in somma urgenza una riunione finalizzata a decidere sul futuro gestionale del servizio di igiene urbana.
In merito agli adempimenti sul nuovo regime tributario legato alla Tares, il liquidatore ha chiesto ai soci di comunicare, in tempi brevi, chi dovrà bollettare la Tarsu e quale soggetto dovrà introitarla. Infatti, nel caso in cui dovesse emettere le bollette l’Ato e incassare il Comune, quest’ultimo dovrà coprire interamente il costo, versandolo all’Ato che, altrimenti, non disporrebbe di alcun
provento derivante dai ruoli.
Nei prossimi giorni i comuni dovranno comunicare le decisioni assunte. Sugli interventi urgenti da effettuare sulle discariche di contrada Martino a Serradifalco e di Contrada Stretto a Caltanissetta e relativa pianificazione della copertura finanziaria, i soci si sono limitati a dare mandato al liquidatore di avviare la progettazione in economia. La società d’ambito potrà avvalersi di tecnici messi a diposizione dai comuni, evitando in tal modo di ricorrere ad una progettazione esterna, esosa e certamente più dispendiosa per gli enti locali.
Infine, ultimo punto affrontato e reso noto ai soci, le difficoltà finanziarie dell’Ato, impossibilitata a pagare gli stipendi ai dipendenti, (circa 90 tra amministrativi e operatori ecologici in servizio nei comuni) da due mesi.
La dott.ssa Ingala ha evidenziato, a chiare lettere, che non si prevedono introiti, in virtù dell’ingresso della Tares, con la previsione di sofferenze future, per le quali non si intravedono soluzioni che non passino per eventuali contributi da parte dei Comuni.


