CALTANISSETTA – Non è necessario tradire il proprio marito o la propria moglie, bastano gli sms dal contenuto amoroso indirizzati ad una terza persona per venire considerati infedeli e quindi perdere una causa di separazione. Questo è ciò che è successo ad un nisseno, che è stato riconosciuto come “infedele” dal Tribunale civile di Caltanissetta presieduto dal dott. Antonino Porracciolo (giudice relatore Patrizia Mirenda, componente Calogero Cammarata) nei confronti della moglie.
A “tradirlo” sono stati gli sms amorosi, indirizzati ad una terza persona, contenuti nella memoria del telefonino dell’uomo. Ma il marito “infedele” si è difeso accusando la moglie di avere creato un clima poco sereno perché sarebbe stata aggressiva e poi ha aggiunto che non era stato provato un vero e proprio adulterio. Ma il Tribunale ha deciso diversamente, sostenendo che anche i messaggi amorosi dimostrerebbero un comportamento infedele e dando ragione alla moglie che aveva trascinato in Tribunale l’ex coniuge per chiedere conto del suo comportamento.

