Da semplice rotazione del personale ad incidente diplomatico con i sindacati. E’ questa la piega che sta assumendo la decisione di “aggregare” il Suap, per intenderci l’Ufficio commercio, al settore Vigilanza (per capirci i vigili urbani) ma ancora di più ad innescare future battaglie ci pensa l’atto di trasferimento dei due addetti, Enzo Sorce e Vincenza Sapia, sollevati dall’Ufficio e spostati ad altri settori. Enzo Sorce, già rappresentante sindacale per la Cisl, minaccia fuoco e fiamme. “Nei prossimi giorni- anticipa- della vicenda se ne occuperà il mio sindacato, la Cisl. Denunceremo quest’azione di ripicca politica nei confronti di due impiegati che pagano lo scotto di litigi e tensioni tra partiti”. Senza mezzi termini, Enzo Sorce si ritiene vittima di “mobbing politico”. L’acredine nei confronti suoi e della sua collega nascerebbe soprattutto dall’affinità di entrambi a Filippo Misuraca, al gruppo di fedelissimi all’ex parlamentare e all’Udc. “Paghiamo questa nostra vicinanza. Ma non è giusto che le nostre scelte politiche possano influenzare le decisioni su di noi. Tutti i dipendenti hanno una passione, un pensiero, un credo politico. Ma mai abbiamo sfruttato o utilizzato la politica nel nostro lavoro quotidiano”. Ma per Sorce ci sarebbe dell’altro; in particolare su se stesso pensa di essere stato punito per avere scritto la nota, indirizzata al segretario comunale Maria Nicastro, attraverso cui chiedeva chiarimenti circa le modifiche al Piano commerciale apportate in Consiglio. “Penso che questo possa essere un altro motivo. Sta di fatto che l’atto, come è stato compiuto, non ci piace. Da impiegati dobbiamo essere pronti a cambiare ufficio e mansioni, ma ciò quando questo rientra nella logica di una grande rotazione di personale. Qui si tratta di una semplice ripicca”. Enzo Sorce preannuncia una vertenza sindacale. “Lo stesso sindaco, nella spiegazione fornita al Giornale di Sicilia sui motivi che l’hanno spinto al mio trasferimento, confessa che in questi anni mi ha investito di mansioni che sarebbero dovute essere affidate ad un dipendente con un livello di categoria superiore al mio. E che è stato indotto a farlo temendo di affidare ai lavoratori delle attività al di sopra delle proprie competenze, con il rischio che il dipendente potesse fare causa. Ecco, considerato che mi sono occupato di incarichi non di mia competenza, faccio causa al Comune”.
Mussomeli, scoppia un caso sul trasferimento di due dipendenti
Dom, 13/01/2013 - 19:25
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