Con l’entrata in servizio ieri delle tre operatrici che verranno impiegate nella gestione e nella custodia del Museo archeologico, l’Antiquarium può dirsi finalmente fruibile. Aperto perciò alle attenzioni dei colti appassionati di storia o semplicemente alle curiosità dei visitatori di ogni risma. Per Salvatore Calà è anche un colpo a suo favore, una freccia che mette nel suo arco dopo le durissime polemiche scoppiate proprio sulla gestione del sito. “E’ con immenso piacere che voglio comunicare l’apertura al pubblico dell’Antiquarium Archeologico Comunale- dice festante Calà-. Uno scrigno che conserva gelosamente la nostra memoria storica, un racconto illustrato che narra in modo avvincente le nostre radici. Qualcuno durante la cerimonia di inaugurazione l’ha definito “una bomboniera”. Concordo pienamente con tale affermazione che io ritengo consona ed appropriata. Il tempo di organizzare il servizio e di esperire le ultime formalità del modus operandi e tutto è già pronto”. Calà ne rimarca l’apertura al pubblico. “Da oggi, 15 gennaio (ieri per chi legge, ndr) posso dire ufficialmente che l’Antiquarium Archeologico comunale è aperto alla fruizione. Al servizio sono state assegnate 3 unità lavorative del settore culturale e turistico che garantiranno l’apertura e la vigilanza della struttura da martedì a sabato, nelle ore antimeridiane, più precisamente dalle ore 9,15 alle ore 12,45. La domenica, invece, la visita viene consentita soltanto ai gruppi organizzati previa prenotazione e autorizzazione dell’assessore ai Beni Culturali e al Turismo Enzo Nucera. Circa i giorni e gli orari di apertura si è ricalcata la tabella di fruizione del Castello, con la medesima differenzazione tra orario estivo ed orario invernale. E’ da sottolineare, però, che per quanto riguarda l’Antiquarium, l’accesso è gratuito.
Spero che ognuno di noi comprenda la valenza di questo prestigioso evento che concorrerà, di certo, ad arricchire il già notevole patrimonio culturale del nostro territorio e ad arrecare lustro e onore alla nostra cittadina”. a�ana��. �% ossa essere impiegata per il controllo delle ville comunali. “E’ un sistema mobile che di volta in volta verrà posizionato in base alle esigenze di controllo del territorio. E’ solo l’inizio, speriamo in futuro di potere comprare altre telecamere in modo da dare vita ad un vero e proprio sistema di videosorveglianza della città”. E’ questo l’augurio formulato dal maggiore Vincenzo Calà che purtroppo cozza con una realtà fin troppo stropicciata dalla penuria di fondi.
Mussomeli a caccia di evasori. Al via la riscossione dell’Ici dal 1999
Mer, 16/01/2013 - 17:50
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