CALTANISSETTA – Noi tutti come cittadini partecipiamo della cosa pubblica, talvolta, raramente, in modo compiuto, altre volte come semplici spettatori inermi, impotenti, soggiogati dalle oligarchie politiche consolidate. Questo sistema di democrazia incancrenito è distante dai problemi reali e per questo spesso sentiamo parlare di democrazia malata.
Bene, oggi è sotto gli occhi di tutti il “valore” della democrazia messo in campo dalla classe politica in Italia. La politica e i politicanti di mestiere si sono allontanati da molte questioni che stanno alla base dei bisogni degli amministrati. Il bene comune in tutte le forme che lo caratterizzano è stato sottratto alla collettività ed è stato utilizzato per il soddisfacimento di interessi di parte, spesso finanziari. Abbiamo assistito inermi alla svendita di interi sistemi produttivi, al salvataggio di organismi privati e al consumo lento delle risorse pubbliche per finanziare incarichi, banche, assunzioni clientelari o sostenere gli inutili costi della politica.
Oggi tutti possiamo constatare lo sfascio a cui i sistemi partitici hanno portato l’Italia. Ora siamo chiamati a votare per rinnovare il Parlamento, ma di fatto l’attuale sistema elettorale, come tutti ben sappiamo, viola il diritto costituzionale di eleggere il candidato desiderato, candidato che sarebbe così obbligato a rendere conto del proprio operato a ciascun elettore, negando di fatto l’essenza stessa della democrazia. Nessuno dei politici attualmente in Parlamento è stato capace di farsi promotore del cambiamento di questa legge “porcellum”, come fra l’altro aveva indicato la Corte costituzionale. Infatti la Corte, pur ammettendo le criticità della norma, non ha ammesso i quesiti in quanto se il referendum avesse avuto un esito positivo avrebbe determinato la mancanza di una norma costituzionalmente necessaria. I cittadini hanno fatto la loro parte utilizzando uno strumento di partecipazione, firmando per il referendum e i partiti rimandando la revisione della legge hanno dato invece dimostrazione del loro modo di concepire la partecipazione popolare e la democrazia stessa. Che altro fare allora ? Spesso quando uno stato disattende i bisogni della gente o impone legge inique l’unica arma utilizzabile dalle masse è la disobbedienza civile. Esempi nobili sono quello di G. La Pira che violando la legge si schierò con gli operai della fabbrica Pignone che rischiava di chiudere, oppure la protesta di H. Thoreau che nel 1846 si rifiutò di pagare la tassa che il governo imponeva per finanziare la guerra schiavista al Messico giudicandola moralmente ingiusta e contraria ai principi di libertà.
Alla disobbedienza si può ricondurre l’astensionismo civile. Molti forse sconoscono l’astensionismo messo in atto da comunità di piccoli paesi che in massa si sono rifiutati di votare per protestare contro la violazione dei propri diritti. Recentemente l’astensionismo civile è stato utilizzato nelle elezioni Israeliane del 22 gennaio 2013 per protestare contro una legge ingiusta che nega il diritto di voto a circa due milioni e mezzo di palestinesi che risiedono in Cisgiordania e a Gaza.
L’astensionismo civile è paragonabile alle disobbedienza civile ed assume un alto valore se però a questo si accompagna l’intento delle comunità di impegnarsi per proporre alternative, trasformando così l’astensionismo in attivismo civile.
E’ giunto quindi il momento dell’astensionismo come primo passo verso un impegno serio, concreto e propositivo per garantire e favorire il bene di tutti e di ciascuno.
Chi oggi meschinamente attacca questa scelta civile si interroghi. Valuti la fermezza e la trasparenza del suo comportamento all’interno del sistema in cui vive. Nessuno è escluso dalla comunità e tutti possiamo dare il nostro contributo con le nostre azioni quotidiane e le nostre idee ed opinioni.
Intesa Civica Solidale crede nella persona, nel singolo individuo, parte fondante della comunità a cui appartiene; nessuno può imporre agli altri il rispetto di norme ingiuste o di norme in virtù delle quali vengono meno le libertà. A coloro che ancora non sanno leggere la realtà e si ostinano a vedere solo antagonismi, diciamo di liberarsi da questo ruolo e diventare parte di un più ampio palcoscenico dove tutti con le proprie specificità possono essere protagonisti. Questo chiediamo a tutti coloro che nella politica vedono ruoli e contrapposizioni. Si liberino degli egoismi personali che li hanno legati a sistemi politici fallimentari e si propongano, con coraggio, come coprotagonisti della crescita civile al servizio del bene comune e della persona.
Gaetano Melillo
Movimento Intesa Civica Solidale

