Salute

L’allarme della Cgil sull’ospedale di Mussomeli: “Rischia la chiusura”

Redazione

L’allarme della Cgil sull’ospedale di Mussomeli: “Rischia la chiusura”

Lun, 21/01/2013 - 08:15

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Il giorno dopo l’annuncio dell’apertura di un tavolo tecnico della Regione sulla riduzione dei posti letto, e l’accoglimento della proposta del Nursind, un altro sindacato, la Cgil, nel compiacersi per il risultato ottenuto dai colleghi, rilancia la necessità di allargare un confronto politico, che coinvolga Regione, Asp e Comune, per prendere in esame le tante criticità dell’ospedale. “Il tema dei 16 posti letto tagliati- dicono gli rsu Lillo Polito e Giuseppe Butticè e con loro il segretario della Camera del lavoro Salvatore Cardinale- ci trova d’accordo, perché questo potrebbe implicare, a causa delle disposizioni della legge Balduzzi, che pone la soglia degli 80 posti letto per tenere in vita un ospedale, la decisione di chiudere il nostro nosocomio. E questo è inaccettabile. E’ vero anche che questo non è l’unico problema: il sindaco Calà ha l’obbligo di chiedere un tavolo tecnico che prenda in esame tutti i problemi”. I sindacalisti perciò sgranano il rosario delle piccole e grandi emergenze del Longo. “Partiamo dalla Pediatria. Dai tre medici in servizio, adesso si è passati ai due, e da notizie apprese di recente siamo venuti a conoscenza del fatto che la bravissima pediatra Samantha Cirafici potrebbe trovare un incarico in un’altra struttura. Problema simile per gli anestesisti: dopo che la dottoressa Longo è andata via, in servizio sono rimasti in due, anche se saltuariamente l’Azienda manda un terzo medico”. Problemi di personale vengono denunciati per il Laboratorio analisi: “I tecnici sono pochi e l’utenza è molto vasta. Il personale è chiamato a lavorare giorno e notte, sono costretti a fare più di venti ore di reperibilità, in spregio alle norme contrattuali. Discorso identico per i tecnici di Radiologia: sono quattro, ma è indispensabile, anche alla luce del funzionamento della Tac, che arrivi il quinto”. Altra categoria bistrattata quella degli ausiliari: “Il personale è ridotto all’osso e i lavoratori sono costretti al servizio di lavoro spezzato, anche in questo caso in spregio alle norme contrattuali”. Infine i sindacalisti lanciano la richiesta di istituire il servizio di endoscopia: “Abbiamo locali e attrezzature idonee”.

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