CALTANISSETTA – Lieve sconto di pena in appello per l’imprenditore Pietro Di Vincenzo (60 anni), al quale la Corte d’Appello ha inflitto 9 anni e 6 mesi – con il condono di 3 anni per la legge sull’indulto – per i reati di estorsione e cessione fittizia di beni.
Rispetto alla sentenza di primo grado Di Vincenzo si è visto infliggere 7 anni e 6 mesi per le presunte estorsioni ai lavoratori, ma è stato condannato a 2 anni anche per la cessione fittizia ai Sirugo di Avola della “Novacostruzioni”, ditta che faceva parte della “Di Vincenzo Spa” e che operava nel settore della raccolta dei rifiuti. L’indulto è stato applicato sulla pena per le estorsioni. Secondo l’accusa Pietro Di Vincenzo avrebbe costretto i suoi dipendenti a restituire parte delle somme indicate nelle buste paga, mentre, riguardo alle accuse sulla “Novacostruzioni”, avrebbe continuato ad avere lui il controllo di quell’impresa.
L’accusa aveva chiesto 12 anni, rispetto ai 10 inflittigli in primo grado per il solo reato di estorsione, mentre la difesa aveva insistito per l’assoluzione.


