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Il barbatrucco. L’Imu ha salvato l’Italia dal default?

Redazione

Il barbatrucco. L’Imu ha salvato l’Italia dal default?

Ven, 21/12/2012 - 22:50

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Egregio direttore,
da mesi ormai e, in particolare, da quando è iniziata l’avventura di Monti a capo del Governo, argomento principale è la tassazione e soprattutto l’Imu, l’imposta sulla casa. E un principio sembra ormai ineluttabile: l’Imu ha salvato l’Italia dal default. Ma è davvero così?
Da semplice cittadino ho voluto fare un po’ di ricerche sul web per capire se è davvero tutto oro colato ciò che ci propinano i nostri politici. Ebbene, il gettito complessivo della tassa sarà di almeno 24,1 miliardi. E’ la stima della Cgia, l’associazione delle piccole e media aziende artigiane. Il 62,5% del gettito previsto dall’applicazione dell’imposta sarà a carico delle famiglie italiane. Il restante 37,5% ricadrà sulle spalle delle attività economiche. Tre miliardi di euro in più rispetto alla previsione iniziale. 4,2 mld saranno in capo ai proprietari di prima casa (17,5% del totale); 10,8 miliardi peseranno sui proprietari di seconde e terze case (45% del totale); mentre gli imprenditori dovranno pagare poco più di 9 miliardi di euro (37,5% del totale).
Proprio guardando questi numeri ho scoperto, per caso, che sono molto simili a quelli che riguardano i provvedimenti “salva banche” che Monti, complice la comunità europea, ha adottato. L’Italia nei prossimi 3 anni si troverà a pagare una cifra di 5 miliardi di euro all’anno per andare ad anticipare la propria quota di capitale del MES. Che cos’ è il MES? Si tratta del così detto fondo salva-stati, ossia un organo di stabilità europea che dovrebbe fare sì che la crisi non si propaghi da uno stato all’altro. E’ guidato da 17 governatori, nel caso dell’Italia Monti (che ha regalato 2 miliardi e mezzo a Morgan Stanley) che sono inattacabili giudiziariamente, la loro documentazione inaccessibile.
La cosa interessante è che il MES, che inizialmente era stato ideato per reagire in caso di estrema crisi (magari acquistando i debiti dei paesi sovrani), con un cambio repentino di orientamento può utilizzare i soldi anche per la ricapitalizzazione delle banche in crisi. Se i membri del MES decidono di aumentare il capitale dell’organo secondo i criteri e le modalità stabilite da loro tutti gli stati membri devono adeguarsi immediatamente e versare la loro quota senza possibilità di rinuncia o rifiuto. Il capitale iniziale del MES era di circa 500 miliardi di Euro e all’Italia spetta una quota del 20%, ossia circa 125 miliardi (di debito), di cui è stato richiesto un anticipo di 15 miliardi da versare inizialmente in 5 anni ma poi si è passati a 3 anni facendo quindi passare da 3 a 5 la quota annuale italiana.
Quindi la quota spettante all’Italia non serve solo per acquistare i titoli di stato delle nazioni in crisi ma anche per andare a ricapitalizzare quelle banche che sono in forte deficit come per esempio le banche italiane (tra cui possiamo citare per esempio il Monte dei Paschi di Siena).
E come ha fatto lo Stato a recuperare i fondi per pagare questi 5 miliardi annui? Andando a lavorare sull’indebitamento dello Stato e quindi sui cittadini attraverso la flessibilità in uscita (stipendi e pensioni), accise sul carburante e altre tasse a diniziuare proprio dall’Imu.
Quindi sono stati dati soldi alle banche e sono stati tolti ai pensionati, ai servizi sociali ed al salario. Se a qualche lettore verrà il dubbio che i soldi Imu della prima casa stanno andando a salvare le banche, le stesse che peraltro hanno chiuso i rubinetti a tutti, famiglie e imprese, ora probabilmente avrà qualche certezza in più!
Salvatore Caramanna

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