Salute

Mussomeli, l’ospedale “M.Longo” chiude il 2011 con un bilancio altamente positivo

Redazione

Mussomeli, l’ospedale “M.Longo” chiude il 2011 con un bilancio altamente positivo

Lun, 09/01/2012 - 18:34

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MUSSOMELI- Alla faccia delle cassandre, delle statistiche che mettono a rischio il futuro del nosocomio e dei politici che dibattono di tagli alla sanità; i dati che arrivano dal Blocco operatorio dell’ospedale sembrano confermare la professionalità e l’importanza di una struttura sanitaria dal punto di vista geografico strategica. E nonostante per mesi una delle due sale operatore è rimasta chiusa per lavori, sebbene i due presunti episodi di malasanità (il caso della puerpera di Villalba Barbara Carmisciano e la morte del piccolo Giuseppe Piazza) abbiano proiettato una luce opaca sul presidio, nel 2011 i numeri premiano medici ed infermieri dell’ospedale “Longo”. I dati che arrivano dai registri del blocco operatorio sembrano infatti confermare la quotidiana attività dei sanitari. Gli interventi nel 2011 sono stati complessivamente 1101, con un piccolo ma sostanziale aumento rispetto l’anno precedente: 21 in più in rapporto al 2010. Da sottolineare che l’incremento assume proporzioni più ampie se si considera che per 6 mesi circa si è lavorato a regime ridotto, con una sala operatoria chiusa per via dei lavori di ristrutturazione. A spingere il segno più gli interventi di Traumatologia. Poi seguono i parti cesarei. La grande novità dell’anno arriva proprio dal reparto diretto da Carlo Dell’Utri che quest’anno ha introdotto la tecnica  chirurgia endoscopica della mano. Il nosocomio mussomelese è tra i pochi in Sicilia ad applicare tale pratica. Un introduzione avvenuta lo scorso 24 settembre. Dal giorno del primo intervento fino al 31 dicembre in 30 pazienti si sono sottoposti ad una tipologia di operazione chirurgica per nulla invasiva. Dal lato delle nascite, se si conta il numero dei parti, che si è attestato di poco inferiore alle 400, è possibile avventurarsi in due riflessioni: la prima riguarda il fatto che gli standard imposti dalla Regione, con il minimo di 500 parti, sono ancora lontani dal raggiungere, la seconda considerazione stavolta nasce invece dalla volontà di fare il paio con l’ospedale di Caltanissetta, il Sant’Elia, dove nel 2011 l’asticella dei 500 è stata di pochissimo superata. Significa che poco più di un centinaio di parti dividono i due presidi che sulla carta- per via delle dimensioni e dei bacini di utenza- appaiono difficilmente paragonabili. Buono anche il numero degli interventi di chirurgia per un ospedale che quest’anno ha visto l’inaugurazione della dialisi. L’ospedale “Immacolata Longo” si conferma strategico e indispensabile per gli abitanti di tre province: Palermo, Agrigento e ovviamente Caltanissetta. Ecco perché le sole ipotesi di tagli o persino di paventate chiusure di singole unità, appaiono quantomeno erronee se non proprio lesive per uno spicchio di Sicilia, tra l’altro remota. Certo è che rimangono ancora molte emergenze: dalle carenze strumentali fino a quelle di personale. Ma i risultati dell’anno passato lanciano un messaggio all’Azienda sanitaria e alla Regione: sul “Longo” bisogna soltanto investire.

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