CALTANISSETTA – Dopo i botti di fine anno, aprendo i giornali, ci scontriamo con la solita amara immagine di Caltanissetta. Le classifiche nazionali ci collocano agli ultimi posti per la qualità della vita e aumenta il flusso migratorio dei giovani che sta portando sotto 60.000 i residenti, limite per il quale le casse comunali subirebbero consistenti tagli ai finanziamenti regionali e nazionali. Tutto ciò “la dice lunga sulle capacità gestionali dei responsabili dei vari settori nisseni” che fanno sembrare Caltanissetta una città in liquidazione.
In diversi ambiti operano “commissari liquidatori” o personaggi che si comportano come se lo fossero, percependo lauti compensi per certificare che i cittadini nisseni sono su una barca che sta affondando. In questo scenario brilla “per inconsistenza” l’iniziativa dei partiti rappresentati in consiglio comunale. Da una parte i sottomessi consiglieri del PDL e del Pid che, con l’aggiunta di qualche mercenario, si ostinano a mantenere “a galla” l’amministrazione Campisi, non curanti dell’incapacità e degli sperperi di denaro pubblico allegramente impiegato per ripagare l’asservimento politico, con un sistema già in uso nella precedente giunta Messana. Dall’altra l’armata brancaleone delle opposizioni che, inizialmente legata “dall’urlo” mozione di sfiducia subito, oggi, per equilibrismi dal sapore di prima repubblica sembra sfaldarsi, con il PD che parla a due voci, con il terzo polo (UDC, MPA e API) che prospetta soluzioni di salute pubblica in attesa di “ordini palermitani” e con gli “inappagati” che attendono “buone nuove”.
Ma dove sono tutti quei paladini, ”più o meno giovani”, che rassicuravano di voler liberare e salvare Caltanissetta? La verità è che, purtroppo, l’antipolitica della “casta” si fa strada con i piccoli “scilipoti nisseni” che ammiccano ai “manovratori”.
In un momento di gravissima crisi economica e sociale, in mancanza di un’autorevole guida, sarebbe opportuno, con responsabilità, ridare ai cittadini nisseni la possibilità di andare al voto per essere ricostruttori del proprio futuro.
Il quadro è desolante. Le attività d’impresa chiudono, i servizi continuano ad essere inefficienti: l’ATO CL1 nulla ha risolto sulla gestione dei rifiuti aprendo, anzi, un’ulteriore vertenza con gli “anomali licenziamenti”; il Consorzio universitario evidenzia l’incapacità delle istituzioni coinvolte di fare sistema; la gestione Caltaqua è scadente e ne pagano le conseguenze i cittadini e i lavoratori. E non si può fare a meno di ricordare l’ASI che con la celebrata presidenza di Cicero, già commissario perché novello alfiere di una nota “cordata”, pur con trascorsi politici imbarazzanti, ci ha regalato la chiusura del frigo macello e la pantomima dello scarica barile per tatticismo politico.
Allora l’appello è rivolto alle forze sane della città, facciano sentire la loro voce le donne e gli uomini della cultura e dell’impresa, delle professioni e dei mestieri, i giovani, studenti o in cerca di occupazione: condividiamo la necessità di essere promotori di cittadinanza attiva, passando dalle parole ai fatti e non disperdendo energie in tante singole iniziative.
La “società operante” dei comitati, delle associazioni, delle agenzie educative e caritative, sta costruttivamente facendo la propria parte e reclama un’azione istituzionale che recuperi l’etica dell’agire politico per fronteggiare i mali del clientelismo e dell’individualismo. Caltanissetta può permettersi una guerra di trincea in vista delle elezioni regionali e nazionali? Non sono solo le armi ad uccidere, ma i silenzi, la mancanza di memoria e condivisione, l’assenza di verità, la sottrazione del futuro e la negazione della speranza. Vogliamo vivere in una città normale governata da persone normali e responsabili, senza ricercare super-eroi di facciata e sostenendo anche coloro che sapranno affrancarsi dall’impostura degli schieramenti contrapposti.
E’ maturo il tempo per costruire insieme l’alternativa con un autentico progetto di rilancio.
Tutto però dipende dall’individuale serietà dei consiglieri comunali oggi in carica; nessuno può tirarsi indietro. Abbiate la forza e il coraggio di schierarvi dalla parte dei vostri concittadini, non c’è più tempo da perdere. Caltanissetta deve poter vivere, liberiamola!
Michele Pilato
Movimento “Intesa Civica Solidale”

