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Benvenuti a Vallelunga Pratameno dove l’indignazione corre sul web

Redazione

Benvenuti a Vallelunga Pratameno dove l’indignazione corre sul web

Mar, 03/01/2012 - 21:06

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VALLELUNGA – In teoria la recente notizia della sentenza del C.G.A. che ha ribaltato la decisione del T.A.R. a favore dela Prefettura contro l’allora sindaco Montesano doveva essere, in teoria, una di quelle news che aveva tutti i presupposti per far parlare e dibattere per giorni e giorni gli organi di informazione. Ed invece, nonostante la convalida dello scioglimento poiché non sussistevano vizi di forma, quindi con possibilità di eventuale invalidazione delle elezioni del 2011dato ché il sindaco eletto è lo stesso di quello dichiarato decaduto, il silenzio è assordante. Già, con la sentenza n. 866 del 21.11.2011 il C.G.A. per la Regione Sicilia ha decretato, in riferimento allo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose, che “…. lo scioglimento dell’organo assembleare elettivo del Comune di Vallelunga Pratameno è stato disposto, motivatamente, sulla base di elementi istruttori sufficienti e concordanti, acquisiti nel corso dell’accesso, elementi che in effetti, nonostante il profluvio di approfondite contestazioni sui fatti concreti rilasciate dagli appellati (e per quanto di interesse dall’origi-naria interveniente), hanno comprovato il condizionamento persistente e invasivo della gestione amministrativa dell’Ente locale, senza soluzione di continuità, in tutto l’arco temporale oggetto della verifica, in modo che sono stati integrati i necessari presupposti di legge di cui all’art. 143 T.U. EE.LL.E questo anche se, in effetti, la posizione dei singoli amministratori non risultava gravata da procedimenti di indagine o penali in corso attinenti alla fattispecie, essendo stata valutata l’attività amministrativa dell’Ente nel suo complesso (oltre che le varie frequentazioni, ed il sostegno elettorale, riferiti ai singoli protagonisti)….”. Non solo:la legge 94/09 “Disposizioni in materia disicurezza pubblica” recita testualmente che: “gli amministratori responsabili dello scioglimento dei consigli comunali o provinciali per infiltrazione mafiosa non potranno essere temporaneamente candidati e sarà prevista la responsabilità anche per i dipendenti collusi.”

Insomma, in termini calcistici questa vicenda si potrebbe definire come “un’azione da goal che ha prodotto un nulla di fatto”. E ritorna in mente il vecchio adagio tanto di moda secondo cui nulla può cambiare perché siamo qua….in Sicilia, come se la Trinacria fosse Cuba. E mentre un fiacco quanto sommesso lamento si diffonde tra la popolazione vallelunghese, un grido (forse solitario) si erge dal social-network può famoso al mondo, quel Facebook che oggi ha sostituito in parte o forse in toto, il concetto di aggregazione fisica e i tanto vecchi quanto indimenticabili oratori. Vallelunga Libera, il nickname di un gruppo o forse di una singola persona, non la pensa come gli altri e lo dimostra. Condanna la mentalità dei mafiosi che vivono in quella realtà del nisseno e non fa sconti a tutti gli altri che, dietro un compito silenzio, celano quella che Vallelunga Libera definisce vigliaccheria. Un territorio dove è sottile, quasi invisibile, il confine che separa il sentimento della solidarietà dall’omertà, ma dove quest’ultima non ha parentela con ciò che nasce spontaneo verso l’altro, ciò che spinge e affianca chi è affaticato, perché la solidarietà è un sentimento che nasce con forza, con amore, con verità, per poi ritirarsi senza clamori. Invece l’omertà è un mezzo per rendere sicura la prepotenza e la prevaricazione, dove i pochi si nascondono dietro i tanti, e soprattutto, a differenza della solidarietà, è una subcultura che consente di far pagare ad altri il prezzo della propria inutilità.Ecco perché assume grande importanza quel grido di allarme e di rivendicazione proveniente anche semplicemente da internet. Già, la cultura del cambiamento assume oggi le forme più disparate ma non per questo non meritevoli della dovuta attenzione. Basta guardare un estratto della pagina Facebook di Vallelunga Libera per capire: “ A Vallelunga, il cittadino medio ha vissuto nell’ombra sia quello che ha svolto funzioni pubbliche chele nuove generazioni: sono tuttiindiscriminatamente pervasi da una mentalità ferma ad un passato lungo e opprimente. E’ difficile non solo comprenderli, ma anche giustificarli….”. E considerando che (stando a quanto scritto sulla sua pagina  dallo stesso nickname Vallelunga Libera) lo scrivente ha appena 19 anni compiuti il 23 maggio allora c’è da sperare. C’è da augurarsi che Vallelunga più che la patria dei malavitosi Madonia o del pentito Vara diventi invece una realtà che guarda al futuro e trae esempio, non dalla condotta scellerata e mafiosi di alcuni dei suoi rappresentanti ma da coloro che della legalità e della lotta alla mafia né hanno fatto non solo una battaglia ma purtroppo la causa della loro morte prematura.
E non ci sarebbe da meravigliarsi se nel prossimo futuro possa accadere, così come a Crotone dove il Comune ha voluto intitolare la sala consultazione della Biblioteca comunale al giornalista vittima della mafia Peppino Impastato, che a Vallelunga qualcuno coni lo slogan  “Ai tuoi cento passi sul cammino della legalità la Città di Vallelunga aggiunge il suo”. Beh, per accadere questo occorre in primis che anche la politica faccia la sua parte. Che i partiti non si girino dal lato opposto a quello dove quotidianamente si consumano episodi criminali e battano il pugno assumendosi, almeno per una volta, l’impegno di essere vicino alla gente…..non solo ed esclusivamente per le votazioni.

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