
PALERMO – “Il licenziamento dei venti lavoratori della ditta Di Vincenzo è l’ennesima prova delle promesse da marinaio del Governo Lombardo”. Esordisce così il deputato del Popolo delle Libertà Raimondo Torregrossa, alla notizia della notifica delle lettere di licenziamento per gli operai impegnati nella gestione del V Modulo bis del dissalatore di Gela. “Ho avuto modo di incontrare i lavoratori – continua Torregrossa – e di sentire dalla loro voce aumentare le speranze sulla conservazione del loro posto di lavoro a seguito delle promesse del Governatore della Sicilia, che adesso si sono rivelate una vera e propria <<presa in giro>> facendo sì che altri padri di famiglia si aggiungano alle folte schiere di disoccupati del territorio gelese. Fatti come questo non aiutano ad arginare la crisi dilagante: ogni posto di lavoro perso è un fallimento per la nostra società già duramente provata. A questo si aggiunga l’atteggiamento dell’amministrazione comunale gelese che, nonostante i proclami sulla battaglia in favore dei lavoratori, ha fatto ben poco per loro, se si esclude la partecipazione a qualche incontro dagli esisti, evidentemente, non positivi. Altro fallimento è l’avere speso denaro pubblico, computato in diversi milioni di euro, per la realizzazione del modulo del dissalatore per poi non utilizzarlo secondo le esigenze della popolazione che da anni reclama un servizio idrico dignitoso, quotidiano e salubre; salvo poi constatare che l’acqua è un miraggio!
Ai lavoratori della ditta di Vincenzo va la mia personale solidarietà ma, anche, la rinnovata disponibilità ad affiancarli nella lotta per la tutela del posto di lavoro”

