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Mussomeli, l’opposizione attacca: “la vendita del macello è un nuovo Tototruffa ’62”

Redazione

Mussomeli, l’opposizione attacca: “la vendita del macello è un nuovo Tototruffa ’62”

Mar, 20/12/2011 - 13:51

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Mattatoio ComunaleMUSSOMELI- Che il rapporto amministrativo tra Sindaco ed opposizione non sia proprio idillico lo si è capito sin dal giorno dell’insediamento della giunta Calà. Ma che adesso lo scenario politico-amministrativo assuma i toni tra il burlesco ed il filo-drammatico, questo proprio non era quantomeno preventivabile. Almeno stando a quando dichiarato nell’ennesima nota dell’opposizione consiliare che, a proposito della vendita del macello, argomento “particolarmente caldo” e ricorrente di quest’estate, ritorna alla carica tirando in ballo una famosa gag dell’indimenticabile Totò nel film Tototruffa ’62. Solo che questa volta, almeno secondo i gruppi consiliari Noi Mussomeli, Pid e Pdl, “il truffato” non è il credulone americano ma la collettività tutta che sarebbe stata defraudata incautamente di alcuni beni potenzialmente non oggetto della compravendita. Ecco quanto scrive l’opposizione: “E Fontana di Trevi fu, con omaggio Trinità dei Monti! I gruppi Noi Mussomeli, Pid e Pdl apprendono con sbigottimento e incredulità della figura barbina che l’Amministrazione Calà ha fatto con la vendita del  macello. Dall’articolo di stampa del 15 c.m. si rileva che, oltre al mattatoio alienato pubblicamente, gli acquirenti sono stati omaggiati di altri due immobili di notevole valore che insistono sulle pertinenze del mattatoio, e precisamente un capannone ed un canile adibito a ricovero dei randagi. Questa vicenda, degna del miglior teatro pirandelliano, dimostra inconfutabilmente,  la dilettantesca conduzione amministrativa della giunta comunale; e dire che l’Amministrazione era stata presentata ai cittadini come l’unico rimedio per il rilancio, lo sviluppo e la crescita della comunità mussomelese. Per quanto sopra detto, nel rispetto del mandato affidatoci dagli elettori, chiederemo al Sindaco risposte esaurienti in merito ai seguenti quesiti: come è stato possibile includere nell’atto di vendita del macello ulteriori beni che non erano inclusi nel bando di alienazione, nonostante la presenza oltre che della burocrazia municipale anche di due consulenti giuridico-economici? come pensa di risolvere il problema di aver trasferito la titolarità di altri beni immobili in favore degli acquirenti del macello? eventuali danni economici arrecati da questa sconsiderata operazione da chi saranno risarciti? Ci auguriamo infine che le risposte, dettagliate ed esaustive, siano fornite dal Sindaco nel più breve tempo possibile così come si addice ad un Amministrazione che dice di fare della trasparenza un caposaldo della sua attività politica ma che spesso non trova riscontro nella realtà dei fatti (mancato adeguamento dello Statuto comunale, risposte tardive alle interrogazioni, inserimento di nuovi punti all’odg fuori dai tempi regolamentari etc.).”

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