Salute

Dopo l’inchiesta de “il Fatto Nisseno” sulle miniere, interviene il Presidente del consiglio provinciale

Redazione

Dopo l’inchiesta de “il Fatto Nisseno” sulle miniere, interviene il Presidente del consiglio provinciale

Mer, 14/12/2011 - 03:29

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Michele Mancuso, presidente del consiglio provinciale di Caltanissetta

CALTANISSETTA – Il presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta Michele Mancuso interviene sulla problematica rilanciata in questi giorni all’attenzione generale, relativa allo stato in cui versano alcuni ex siti minerari del nostro circondario, con particolare riferimento alla situazione di Pasquasia e dell’ex miniera Bosco in territorio di Serradifalco.

“Non si può rimanere indifferenti – esordisce Mancuso – di fronte a quanto ricordato in questi giorni da articoli di stampa, che riferiscono come nel dimesso sito di Pasquasia siano presenti ben 910 mila chilogrammi di amianto e oltre 15 mila tonnellate di terreno contaminato dalla fuoriuscita di olio dialettrico, mentre nel sito di Bosco si ipotizza addirittura l’interramento di scorie nucleari o comunque di rifiuti ad elevato indice di inquinamento e pericolosità”.

“Siamo stati, e siamo tuttora molto preoccupati per le condizioni di tali siti, tanto da aver più volte sollevato la questione com’è stato il caso di Pasquasia, sulla cui problematica abbiamo promosso vari incontri con i sindaci dei territori interessati, così come un consiglio provinciale straordinario congiunto con Enna ed Agrigento, proprio per focalizzare al meglio la situazione, considerati i rischi di un elevato inquinamento ambientale di un’area che coinvolge anche il nostro territorio. Apprendiamo che sono tutt’oggi in corso i primi interventi di bonifica, ma richiamiamo ancora una volta l’attenzione degli amministratori dei territori più direttamente interessati affinché non si abbassi la guardia e vengano anzi sollecitate nuove risorse finanziarie per il completo recupero del sito, anche da un eventuale punto di vista lavorativo e, quindi, occupazionale”.

“Parimenti – prosegue Mancuso – sollecitiamo la massima attenzione sulla questione Bosco, chiedendo che anche qui si facciano le opportune indagini per appurare le reali condizioni dell’ex miniera, e quindi se abbiano concreto riscontro gli allarmi lanciati circa la presenza di scorie altamente tossiche, alle quali sarebbe anche da addebitare l’incremento delle malattie tumorali registratosi nel circondario serradifalchese. Anche su tale fronte, dunque, lanciamo un appello a che si faccia la massima chiarezza, nell’interesse primario della salute pubblica e della salvaguardia del territorio”.

L’Addetto Stampa

(Walter Guttadauria)

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