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Lomaglio:”Soddisfazione per Zummo, ma avanti con la sfiducia a Campisi e fare chiarezza nel PD”

Redazione

Lomaglio:”Soddisfazione per Zummo, ma avanti con la sfiducia a Campisi e fare chiarezza nel PD”

Mer, 30/11/2011 - 11:23

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CALTANISSETTA – Non si può che augurare buon lavoro al nuovo Presidente del Consiglio Comunale,Calogero Zummo. Dopo dieci mesi, l’elezione del Presidente, scelto tra i consiglieri d’opposizione, potrebbe e dovrebbe rappresentare la dimostrazione più efficace della capacità della maggioranza del civico consesso di entrare in sintonia con le aspettative di gran parte di un’opinione pubblica cittadina, sempre più stanca e sfiduciata, che pretende una svolta nel modo di governare. La condizione di paralisi politico-amministrativa della Giunta Campisi e la situazione devastante  di degrado economico e sociale, che coinvolge settori sempre più ampi della cittadinanza e del mondo delle imprese, non consente di stare a guardare inerti, trastullandosi in consunti riti di palazzo. La soddisfazione per l’elezione di un consigliere del PD alla carica di Presidente del Consiglio, viene  immediatamente ridimensionata dalla ruvida consapevolezza che dietro la   “ convergenza trasversale agli schieramenti politici ”che ne  ha consentito la nomina, si nasconda un riflesso condizionato di conservazione dello status quo. Il voto favorevole del gruppo del PDL e di quasi tutti i consiglieri di centro-destra, sollecitato da un frenetico attivismo del  “ mediatore del Sindaco”, confermano  la sensazione che, da quella parte, si sia voluto innanzitutto bloccare la presentazione della mozione di sfiducia, stabilizzando il quadro politico. La mozione di sfiducia, decisa e propagandata per mesi da tutte le forze ed i consiglieri di opposizione, non soltanto dal Partito Democratico, rischia adesso di diventare un obiettivo vago ed inconsistente, nei confronti del quale in tanti, tra i promotori della prima ora, si differenziano con  prese di distanza e distinguo ambigui. Le ragioni della sfiducia sono evidenti dalla lettura dello stesso documento, che provvederemo a rendere pubblico: la gravissima ed ormai insuperabile incompatibilità tra il Sindaco ed il Consiglio Comunale, che in alcuni casi ha assunto, per volontà del Sindaco, i caratteri del conflitto istituzionale tra i due organi che costituiscono “ la interdipendente espressione della sovranità popolare”. Un Sindaco che, nella sua azione amministrativa, non ha rispettato il suo stesso programma elettorale, contraddicendolo apertamente, in particolare sulle problematiche relative alla valorizzazione del personale comunale, della rete dei servizi sociali, ridimensionata e negletta, dell’assenza totale di politiche di sviluppo a favore dell’occupazione giovanile e delle piccola e media impresa , della scomparsa di iniziativa culturale del Comune. Un Sindaco che ha scelto, inoltre, la contrapposizione con le forme organizzate di partecipazione dei cittadini, preferendo infine di disconoscere totalmente gli atti di indirizzo del Consiglio Comunale, anche se votati a larghissima maggioranza. Un disprezzo totale delle determinazioni del Consiglio, accompagnato dall’approvazione di atti illegittimi o dalla dubbia legittimità, spesso finalizzati a dotarsi di dirigenti esterni,consulenti, esperti e collaboratori di espressa fedeltà all’Amministrazione. Rispetto ad un quadro tanto desolante, la “ confusione” delle responsabilità tra maggioranza ed opposizione, non aiuta a superare i problemi esistenti ed a superare il diffuso clima di sfiducia tra i cittadini. Non aiuta, innanzitutto, a delineare un progetto di alternativa credibile. La condivisione della Mozione di Sfiducia, rimane, a mio avviso, dirimente per costruire alleanze politiche e sociali, che sono necessarie per uscire dal guado. Per queste ragioni occorre fare chiarezza all’interno del Partito Democratico e tra i gruppi ed i consiglieri che hanno finora composto il fronte d’opposizione a Campisi. Senza infingimenti e remore, in un confronto che chiediamo avvenga al più presto. Per quanto riguarda il PD è mio dovere che il dibattito interno e le conseguenti decisioni si realizzino subito, coinvolgendo gli iscritti e tutto il gruppo dirigente. Affermando l’idea che in un partito che voglia davvero essere e non soltanto definirsi “ democratico”, la legittimazione dei dirigenti e dei rappresentanti istituzionali, trova fondamento nel rispetto delle regole interne e nella condivisione con la base degli iscritti della linea politica, di valori condivisi e degli obiettivi programmatici stabiliti insieme.

Angelo Lomaglio – Segretario Unione Comunale PD

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