CALTANISSETTA – Dieci anni di reclusione sono stati inflitti all’imprenditore Pietro Di Vincenzo, ex presidente di Confindustria a Caltanissetta e dell’Ance siciliana, condannato per alcuni specifici episodi estorsivi ai danni di alcuni suoi dipendenti. La sentenza e’ stata emessa dal Tribunale di Caltanissetta, presieduta da Giacomo Montalbano (a latere Carla Aurora Valenti e Valerio Sasso). I giudici hanno anche condannato l’imputato a risarcire Cgil, Cisl e Uil, che si sono costituite parti civili. Di Vincenzo fu arrestato il 4 giugno dello scorso anno -in un’operazione condotta dal Gico di Caltanissetta e coordinata dalla Dda nissena- con l’accusa di estorsione nei confronti dei suoi dipendenti, intestazione fittizia di beni e ricettazione di un fonogramma in cui erano elencati i beni che la Guardia di Finanza si accingeva a sequestrargli. Di Vincenzo e’ stato assolto dagli altri reati. Nell’operazione in cui era stato arrestato, assieme a un altro imprenditore, Giuseppe Sirugo, 70 anni, di Avola (Siracusa), erano stati sequestrati beni per un valore di un milione di euro intestati a due aziende, la Nova costruzione e la Nissambiente, alle quali Di Vincenzo avrebbe ceduto fittiziamente la propria attivita’. Secondo l’accusa, i dipendenti avrebbero ricevuto un trattamento economico effettivo di gran lunga inferiore a quello che ufficialmente risultava in busta paga e chi protestava rischiava il licenziamento. In tal modo l’ex presidente dei costruttori edili siciliani avrebbe accumulato ingenti risorse finanziarie in nero.
di Redazione 3
Gio, 07/05/2026 - 12:25


