CALTANISSETTA – Alle ore 18.00 del 06.06.2011, a Caltanissetta, i Carabinieri del Comando Provinciale (che ricordiamo è composto da n. 1 Reparto territoriale con sede a Gela, n. 2 Compagnie con sede a Caltanissetta e Mussomeli, n. 1 Tenenza con sede a San Cataldo e 21 Stazioni) festeggeranno, insieme alla cittadinanza, il 197° anniversario della Fondazione dell’Arma.
L’Arma dei Carabinieri, ebbe i suoi natali a Cagliari, nel giugno del 1814, allorché Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, la istutuì con lo scopo di fornire al Regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie, con compiti prettamente militari e di polizia in genere. Il primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica dei carabinieri il 13 agosto dello stesso anno della loro creazione. Il loro nome deriva dall’arma che ogni carabiniere aveva in dotazione: la carabina. I colori del pennacchio (lo scarlatto e il turchino) sono stati scelti il 25 giugno del 1833 dal re Carlo Alberto, al quale successivamente i Carabinieri salvarono la vita durante la famosa battaglia di Pastrengo.
L’Arma dei carabinieri, fino a quel momento la “prima Arma dell’Esercito”, con il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297 (di attuazione della legge delega n. 78/2000), è stata
elevata a “rango di forza armata, nell’ambito del Ministero della Difesa, con dipendenza del comandante generale dal capo di Stato Maggiore della Difesa. In ragione della sua peculiare connotazione di forza di polizia ad ordinamento militare e competenza generale, le sono affidati i seguenti compiti:
- militari (art. 1, comma 2, legge 78/2000):
1. concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubblica calamità, in conformità con l’articolo 1 della legge 11 luglio 1978, n. 382;
2. partecipazione alle operazioni militari in Italia e all’estero sulla base della pianificazione d’impiego delle forze armate stabilita dal capo di Stato Maggiore della Difesa;
3. partecipazione ad operazioni di polizia militare all’estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace;
4. esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per l’Esercito, per la Marina Militare e per l’Aeronautica Militare, nonché, ai sensi del codice penale militare di guerra e di pace, esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;
5. sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all’estero;
6. assistenza ai comandi e alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale, concorso al servizio
di mobilitazione.
- di polizia (art. 3, comma 2 e 3 del decreto legislativo 297/2000):
1. esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica
2. quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio di istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.
L’odierno festeggiamento andrà a coincidere con i 151 anni di presenza dell’ Istituzione nell’Isola. Infatti i carabinieri si insediarono subito dopo lo sbarco dei garibaldini. Nello specifico sbarcato a Marsala l’11 maggio 1860, il Generale Giuseppe Garibaldi, quale Comandante in Capo delle Forze nazionali e Dittatore, emanò da Palermo, in data 14 luglio, il decreto istitutivo del Corpo di Carabinieri in Sicilia, il cui primo comandante fu il Colonnello Angelo Calderari, che aveva combattuto con Garibaldi a Roma nel 1849.
Sarà presente uno schieramento composto da tre plotoni di militari, di cui uno in grande uniforme storica, uno composto dai Comandanti di Stazione della provincia ed uno in uniforme di servizio invernale, nonché una rappresentanza M.S.U. e dei Carabinieri di Quartiere. Saranno presenti anche alcuni dei mezzi in dotazione, come la Stazione Mobile, il robottino “Willy” in uso agli artificieri per disinnescare gli esplosivi, le motociclette, le unità autoradio, ed un gommone del servizio navale.
Presenzieranno altresì le Sezioni delle Associazioni dei militari in congedo ed i Labari della Provincia e dei Comuni della giurisdizione.
Nel corso della cerimonia verranno premiati i militari che si sono distinti per il valore, l’attaccamento al dovere ed i risultati conseguiti, durante lo svolgimento del servizio Istituzionale, con encomi concessi dal Comando Legione Sicilia di Palermo.
Nel periodo compreso tra maggio 2010 e maggio 2011, sono stati conseguiti dai Carabinieri di Caltanissetta i seguenti risultati operativi:
1. persone arrestate n. 355;
2. persone denunciate n. 2371
3. sequestrati di Kg. 15,4 di sostanze stupefacenti di vario genere;
4. arrestate n. 9 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso;
7. proposte n. 57 persone per l’avviso orale;
8. proposte n. 13 persone per sorveglianze speciali;
9. realizzate n. 13.479 pattuglie;
10. realizzate n.6.474 perlustrazioni;
11. identificate n. 103.000 persone;
12. controllati n. 83.973 automezzi;
13. elevate n. 6.384 contravvenzioni al C.d.S. per un importo pari a 695.948,00 euro;
14. ritirati n. 605 documenti di guida e di circolazione
15.chiamate operazioni
Operazioni ompiute di maggiore spessore e con maggiore risonanza sull’opinione pubblica:
- Giugno 2010: dopo accurata attività d’indagine svolta dai carabinieri del Reparto Operativo, coordinati dalla locale D.D.A., avviata nel mese di gennaio dello stesso anno grazie anche a dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, venivano identificati i mandanti ed esecutori dell’omicidio dell’ex sindaco di Riesi (CL) Vincenzo NAPOLITANO, ucciso il 23.05.1992. L’attività si concludeva con l’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 5 soggetti tutti esponenti di spicco di “cosa nostra” nissena. L’omicidio era maturato nell’ambito dell’allora guerra di mafia tra il clan “CAMMARATA” e “RIGGIO” (l’operazione veniva denominata “omicidio Napoletano”).
- Dicembre 2010, i carabinieri del Reparto Territoriale di Gela, a conclusione di complesse indagini iniziate nel mese di settembre 2009, interessanti i comuni di Gela, Catania e Palermo, traevano in arresto n. 14 persone ritenute a vario titolo di far parte di un sodalizio criminale dedito alla detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti. L’attività in questione consentiva di sequestrare kg 3 di hashish (l’operazione veniva denominata “Fact Ice”).
- Gennaio 2011, a seguito di lunghe e complesse indagini, i militari del Reparto Operativo, eseguivano una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla locale D.D.A. a carico di 4 persone, ritenute responsabili, a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio e detenzione di armi clandestine.
Gli arresti scaturivano a seguito della attività di indagine connessa all’omicidio di un noto pregiudicato di San Cataldo ed al tentato omicidio del nipote, avvenuti rispettivamente in data 27 dicembre 2008 e 27 novembre 2009.
Gli efferati crimini, avvenuti entrambi in San Cataldo, avevano scosso profondamente l’opinione pubblica.
Le indagini in questione in precedenza avevano già consentito l’arresto di n. 12 persone, verosimilmente facenti parte di un’associazione a delinquere di stampo mafioso, finalizzata ad acquisire il controllo di attività economiche in San Cataldo, anche trovate in possesso di svariate armi clandestine (l’operazione è state denominata “Nuovo Mandamento”).
- Il 24.03.2011 in Caltanissetta, Caserta, Vicenza e Pontida (BG), i carabinieri della Compagnia di Caltanissetta a conclusione di lunghe e complesse indagini avviate nel mese di febbraio 2009, eseguivano una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 7 persone, tutte ritenute responsabili dei reati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacenti.
L’attività nasceva dalla denuncia a p.l. una persona per detenzione ai fini di spaccio di cocaina nonché alla segnalazione dello stesso ed di un altro giovane, per violazione all’art. 75 del DPR 309/1990 (l’operazione veniva denominata “Figaro”).
- Aprile 2011, i carabinieri del R.O.S., a conclusione di lunghe e complesse indagini contro la criminalità organizzata, davano esecuzione, nell’area del c.d. “Vallone” a n. 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia i beni e favoreggiamento personale. Venivano sequestrate n. 7 ditte (tra società e imprese individuali) per un valore stimato di circa 5 milioni di euro (operazione denominata “Grande Vallone”).

