CALTANISSETTA –
“Quello che abbiamo intrapreso non e’ un percorso semplice. Abbiamo appena iniziato, ma non dimentichiamo che in questa provincia 120 imprenditori hanno gia’ denunciato il pizzo”. Lo ha detto Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio e presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta nell’ambito di un convegno in cui magistrati, economisti, imprenditori e giornalisti si sono confrontati sugli effetti che i fenomeni criminali provocano sul mercato, sottraendo ingenti ricchezze al Paese. “Adesso – ha sottolineato Montante – serve un cambio culturale. Bisogna far capire a imprenditori e commercianti che denunciare conviene e che non e’ uno slogan. Bisogna entrare nelle scuole per fare legalita’ e la chiesa si deve occupare della formazione dei nostri ragazzi. Il livello di sorveglianza e’ alto ma la mafia si e’ raffinata, si e’ evoluta. Entra nella finanza, nella pubblica amministrazione, corrompe gli amministratori, crea danni alle imprese sane. Quello che dobbiamo temere di piu’ e’ il cambiamento culturale della mafia”. Non a caso il convegno e’ stato organizzato a Caltanissetta. “Da qui – ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio – e’ partito un nuovo modello culturale poi esportato in tutto il Paese. Qui Confindustria ha impresso una svolta, si e’ verificata quella che e’ stata definita una rivoluzione copernicana. Inizialmente abbiamo dovuto far fronte a un vile ostruzionismo ma poi si e’ subito passati a una svolta epocale. La nostra e’ stata una scelta a tutto campo a favore della legalita’ e dello sviluppo. Oggi c’e’ una magistratura rinnovata che ha capito quanto sia importante confrontarsi con la societa’ civile”. Non e’ mancato un monito alle banche che “devono fare la loro parte per aiutare leimprese e guardare anche la loro affidabilita’ storica”.
di Redazione 3
Gio, 05/03/2026 - 12:17

