L’editoriale: “Caltanissetta e il treno della speranza”

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imageCALTANISSETTA – Da settimane ormai la politica locale è in fermento per la nuova Ferrovia. Il treno veloce Palermo Catania, che dovrebbe passare da Caltanissetta Xirbi è il tormentone degli ultimi due mesi e poco più, da quando il nostro Sindaco è andato dal Ministro Lupi ed è tornato comunicandoci che il “treno dei desideri” che avrebbe collegato Caltanissetta e Palermo, non sarebbe più passato dalla “nostra” stazione storica, ma si sarebbe addentrato in un complicato gioco di imitazione della TAV a perforare le montagne per cinquanta chilometri.

Non riusciamo neanche ad immaginare quale suggestiva fantasia abbia potuto portare il Primo Cittadino, ed un fitto stuolo di Deputati locali, Assessori e Consiglieri Comunali a credere che in Sicilia possa essere possibile che un intervento del genere arrivi alla posa della prima pietra, figuriamoci ad essere completato. In questo caso diciamo meno male, non ritenendo da sani di mente, la delirante mania di voler attraversare uno dei territori più belli del mondo in galleria. Ipotesi da film dell’orrore.

Ma figuriamoci se ci facevamo scappare questa occasione di straordinaria visibilità, soprattutto in un periodo di vacche magre per la politica locale. Tutti diventati super informati, super esperti e super bravi.

Studi di fattibilità, progetti alternativi, addirittura linee magnetiche, proposte dai più lungimiranti.

Alla fine, di tutto questa estenuante gara di paternità di tesi ed ipotesi, allarme rientrato; tutto sembra andato a posto, salvo naturalmente che come al solito nulla è stato ancora firmato, ma poco importa. L’obiettivo di stupire è stato raggiunto.

imageCome per incanto la gara che aveva predefinito il vincitore nel più allarmista, e che vedeva in cima alla classifica il nostro Sindaco, si è trasformata nella gara a chi più rassicura, con in testa a tutti il nostro Deputato Regionale Gianluca Miccichè, tornato vittorioso dalla sua “marcia su Palermo” in littorina Diesel, a suo avviso causa della lentezza della linea ferroviaria, salvo poi scoprire nel corso della puntata domenicale di Tony Accessi, per colpa del solito pluri invitato e fastidioso ex assessore Andrea Milazzo, che la linea è già elettrificata da vent’anni, e che qualcuno, forse ha raccontato all’Onorevole una panzana.

L’inattesa verità, anche se ambasciator non porta pena, è costata all’ignaro ex Assessore, a cui riconosciamo una autolesionistica tendenza a dire sempre la verità, inversamente proporzionale al “senso dell’opportunità”, una nervosissima scomunica dall’on. Miccichè, innervosito al punto di vedere davanti a lui l’innominato Onorevole Pagano (ultimo nella classifica dei rassicuratori a pari merito con l’On. Cancelleri, anche se sta disperatamente cercando di risalire).

imageCiò non ha comunque impedito al nostro ex Assessore (che per altro è stato tra i promotori di uno degli studi proposti per l’alta velocità), ripresosi dallo schock della scomunica, ancora leggermente stordito dalle ripetute interruzioni pagate come scotto per aver turbato l’atmosfera “winner” della trionfale marcia su Palermo, di dire le poche cose immediatamente utili per chi, come molti, viaggia ogni giorno non per piacere, ma per necessità, e vorrebbe immaginare, percorrendo i nostri preziosi e bucolici paesaggi rurali in tempi ragionevoli e modi civili, di vivere quanto meno in Italia, ed è per questo che vogliamo porre alcune semplici domanda ai nostri cari Rappresentanti nella stanza dei bottoni.

Perché dobbiamo viaggiare con littorine diesel quando abbiamo speso milioni di euro per la linea elettrica?

Perché i treni di ultima generazione, dopo essersi fatti un “giro di prova” nelle linee del nisseno, vanno ad impreziosire il parco rotabili di altre zone della Sicilia?

Perché mentre aspettiamo quindici anni per impiegare un’ora per andare a Palermo e Catania in treno dobbiamo rinunciare al diritto di andarci oggi in un ora e mezza?

Perché per andare a Palermo dobbiamo cambiare tre treni?

Questa ed altre domande, vorremmo fare ai nostri cari Sindaci, Deputati, Consiglieri, Senatori ed Assessori, che fanno a gara per vendere futuro a chi ormai non ha più neanche un presente, mentre l’ennesimo treno della speranza di avere anche semplicemente la verità sta transitando per la stazione di Caltanissetta senza effettuare fermata.

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6 Commenti

  1. Ho ascoltato l’intervento dell’onorevole Gianluca Miccichè e dell’Architetto Milazzo sulla trasmissione Tony Accesi di domenica. Sono sorpresa che un onorevole regionale che dovrebbe vigilare sul contratto con le Ferrovie dello Stato, non sappia che la linea è già elettrificata, avendo speso denaro pubblico, e nonostante ciò ci fanno viaggire con le vecchie automotrici perchè i treni più moderni vengono destinati altrove. Non si capisce poi perchè dobbiamo “trasbordare” a roccapalumba ed a xirbi ogni volta.
    Penso che l’Onorevole Miccichè debba fare pressione per portare avanti i progetti, ma debba immediatamente attivarsi per assicurarci delle condizioni di trasporto adeguate.

  2. L’editore pubblica tra gli articoli correlati uno del 2012 dove c’è scritto quanto di seguito, con una bella foto di un treno elettrico fermo perchè un camion Ha urtato in cavi. PALERMO – Circolazione ferroviaria sospesa dalle 15.40 fra le stazioni di Pirato e Dittaino, sulla linea Catania-Caltanissetta a causa della rottura della linea aerea di alimentazione elettrica dei treni provocata da un camion che attraversava un passaggio a livello tra le stazioni di Pirato ed Enna. Sul posto sono al lavoro i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana per riparare il danno e ripristinare la circolazione. Trasbordati su un autobus gli otto viaggiatori che erano a bordo del treno regionale 8665 (Catania-Caltanissetta), rimasto bloccato.
    Caro Onorevole, la linea è elettrica e ci passano i treni diesel e lei c’è cascato, l’architetto ha ragione. Opssssss. Mi scusi ha ragione lei. Forse non hanno più riparato la linea elettrica dall’incidente, per questo girano i treni diesel. S V E G L I A T I. L A G U E R R A E’ F I N I T A

  3. Lento ed inesorabile declino di una città divenuta paesazzo con in testa al corteo funebre assessori di dubbia moralità nonché cerebroscarsi.
    Da dove vi scrivo, dall’Oltrepo’ pavese, i treni fanno letteralmente schifo, sono vecchi e affollati, rumorosi e inquinanti ma hanno due eccellenze: sono numerosi e sono puntuali.
    Quindi la popolazione che quotidianamente viaggia per lavoro (i disoccupati di norma non viaggiano) non si lamenta per la pulizia o i posti in piedi. L’importante è arrivare a destinazione in orario.
    Ora, a Caltanissetta dove regnano i disoccupati e gli statali (che di norma non prendono i mezzi pubblici) che treni volete che ci siano? La Freccia Rossa? Italo? Alta Velocità? TAV?
    E poi che serve un mega treno superveloce a energia nucleare se poi intorno s’è creato il vuoto? Facciamo finta che a natale Trenitalia faccia un regalo alla città e sotto l’albero del comune compaia un bel treno: cosa deve unire e chi deve portare da chi?
    Semmai si pensi a migliorare quei quattro binari rimasti e far viaggiare dignitosamente quegli ultimi pendolari rimasti. Personalmente ho passato il periodo universitario sui treni CL-PA e ricordo che fino a Termini Imerese c’ero solo io sul treno. Accadeva dieci anni fa. Figuriamoci adesso!!!

  4. Non mi celo mai dietro l’anonimato e non nascondo nemmeno le mie simpatie per Caltanissetta Protagonista. Vivo in modo riservato ma osservo attentamente quello che si dice e si fa in città. Sull’argomento una sola considerazione: ma che importanza ha sapere se la linea ferrata è elettrificata oppure no. chi sbaglia se ne assume la responsabilità, peccato che i cittadini nisseni non sappiano mai giudicare con oggettività visto che si fanno incantare da personaggi politici che spesso si dimostrano incompetenti e incapaci. Basta leggere quello che l’ing. Giarratana ha scritto dieci giorni addietro sull’argomento per capire quale strada percorrere. Allora lo invitai a fare fronte comune con tutti gli altri esponenti politici ora lo invito a distribuire il suo comunicato per far capire a Pagano, Miccichè e a tutti gli altri, anche al Sindaco (che sembra vivere su un altro pianeta) che occorre una via mediana per far si che ci possa essere uno sviluppo nel rifacimento della ferrovia Catania Palermo. Non è possibile ipotizzare di spendere quanto il Mose, quanto la Salerno Reggio Calabria o quanto il Ponte sullo Stretto per andare da Catania a Palermo in treno in un’ora e mezza. Chi ci crede ho è pazzo oppure è in una malafede così grande da essere arrestato sul posto.
    Buon senso, solo buon senso ci vuole oltre ad essere tutti compatti prendendo per buono quello che dicono persone come Milazzo o Giarratana che ne capiscono un tantino di più rispetto a parecchi “viddrani arrinnisciuti” di questa città.

  5. Da rabbrividire. L’onorevole e lo squadrone al seguito non solo non sa che la linea e’ elettrica ma forse non ha mai neanche preso il treno. E questi dovrebbero vigilare sul contratto Regione ferrovie? Maaaaaah

  6. La foto del bambino che spera in mano ai lupi mannari dei politici e’ emblematica. Un grazie all’editore. Finalmente qualcuno che dice la verità. Non ho visto il programma, ma se qualcuno ha voluto zittite l’architetto l’ha fatto per vergogna di come siamo trattati, senza boglietteria, stazione chiusa, treni degli anni cinquanta

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