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Giornata salute, Aletheia: “Minori sovrappeso più che raddoppiati in 25 anni”

Redazione

Giornata salute, Aletheia: “Minori sovrappeso più che raddoppiati in 25 anni”

Mar, 07/04/2026 - 15:26

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A livello globale il fenomeno dell’eccesso di peso è in forte crescita: secondo stime di Fondazione Aletheia, il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 anni presenta questo problema, per un totale di 288 milioni di persone nel mondo. La quota di obesità è più che raddoppiata rispetto al 2000, passando dal 4% al 10% nei bambini tra 5 e 9 anni e dal 3% al 9% tra i 10 e i 14 anni. Anche tra i più piccoli (0-4 anni) i casi restano elevati, con circa 35 milioni di bambini coinvolti. Non è solo una questione di peso: l’obesità infantile è una condizione complessa che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, fegato ed equilibrio psicofisico, e rappresenta un problema di salute pubblica in costante aggravamento e che necessita di una prevenzione mirata da attuare attraverso un grande impegno educativo.

E’ il messaggio centrale del focus ‘La salute si coltiva da piccoli – Corretta alimentazione e stili di vita sani per la salute del domani’, pubblicato in occasione della Giornata mondiale della salute da Fondazione Aletheia, think tank che ha l’obiettivo di fare chiarezza sul forte legame che oggi unisce cibo e salute. Stime della Fondazione su dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) dell’Organizzazione mondiale della sanità (2022-2024) indicano che in Europa, su circa 470mila bambini tra 7 e 9 anni in 37 Paesi, il 25% presenta sovrappeso o obesità. In molti Paesi europei – riporta Aletheia – almeno 1 bambino su 10 è obeso e circa 1 su 5 è in sovrappeso, senza segnali significativi di miglioramento rispetto agli anni precedenti. In Italia, la Fondazione ha stimato – su dati ‘Okkio alla Salute’, sistema di sorveglianza nazionale sul sovrappeso e l’obesità e i fattori di rischio correlati nei bambini delle scuole primarie – che il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% obeso, con un ulteriore 2,6% in condizioni di obesità grave.

Il fenomeno è più diffuso tra i maschi, nelle regioni del Sud e nei contesti socioeconomici più svantaggiati. Il focus di Fondazione Aletheia evidenzia un legame diretto e documentato tra cattiva alimentazione e salute dei bambini. Il consumo abituale di cibi ultraformulati è associato a: aumenti dell’indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa; valori più elevati di glicemia a digiuno; livelli più bassi di colesterolo Hdl (buono); possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma.

Anche le bevande iper-zuccherate rappresentano un fattore critico: il loro consumo è associato a obesità, insulino-resistenza, steatosi epatica e altre alterazioni metaboliche. I dati mostrano inoltre che circa il 25% degli adolescenti con obesità presenta pre-diabete. A questi fattori si aggiungono sedentarietà e uso eccessivo di schermi: i bambini meno sedentari mostrano minore adiposità viscerale e migliori parametri cardiometabolici. Il documento della Fondazione richiama l’attenzione anche sul consumo di energy drink, sempre più diffuso tra i minori e i cui effetti negativi includono: disturbi del sonno; tachicardia; ansia; problemi cognitivi e scolastici, fino a sintomi cardiovascolari e neuropsichici (rispettivamente nel 45% e 33% dei casi analizzati in letteratura). Queste bevande – ricordano gli esperti – contengono elevati quantitativi di caffeina e zuccheri aggiunti.

Tra le conseguenze più rilevanti di una cattiva alimentazione e del conseguente sovrappeso – prosegue Aletheia – emerge la steatosi epatica, cioè l’accumulo di grasso nel fegato, associato a disfunzione metabolica (Masld), oggi la più comune malattia epatica cronica nei bambini nei Paesi occidentali: colpisce il 7-10% della popolazione pediatrica; raggiunge una prevalenza del 30-40% nei bambini con obesità. La patologia, spesso asintomatica, può evolvere in steatoepatite, fibrosi e, nei casi più gravi, cirrosi già in giovane età. E’ inoltre strettamente collegata a un più ampio rischio cardiometabolico.

Secondo gli specialisti della Fondazione, sin da piccoli una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a biomarcatori cardiometabolici più favorevoli e a un minor rischio di sviluppare malattie croniche. Intervenire sull’alimentazione e sugli stili di vita fin dall’infanzia significa: ridurre il rischio di obesità e complicanze metaboliche; prevenire patologie epatiche e cardiovascolari; migliorare la qualità della vita presente e futura. “Stiamo assistendo a una vera emergenza”, afferma Antonio Gasbarrini, gastroenterologo e direttore scientifico dell’Irccs Policlinico Gemelli di Roma, presidente comitato scientifico Fondazione Aletheia. “L’epidemia di obesità giovanile è già realtà – avverte – Coinvolge centinaia di milioni di bambini e adolescenti nel mondo e circa il 30% dei ragazzi in Italia.

Il fenomeno porta con sé non solo obesità, ma anche diabete, malattie cardiovascolari e un aumento preoccupante dei disturbi neuropsichiatrici: ansia, depressione, attacchi di panico. Senza dimenticare le conseguenze più diffuse e spesso sottovalutate: acne, problemi di fertilità, calo delle performance fisiche e cognitive. La risposta esiste – rimarca – ed è più semplice di quanto pensiamo: tornare a un’alimentazione naturale, ripartire dagli alimenti di base, poco o per nulla processati e, soprattutto, riscoprire la bevanda più importante di tutte: l’acqua”.

“La salute si costruisce fin da piccoli – aggiunge Alberto Villani, coordinatore funzionale Area clinica Pediatria universitaria ospedaliera Bambino Gesù e membro del comitato scientifico Fondazione Aletheia – ed è per questo che garantire ai bambini del cibo sano e trasmettere loro gli orientamenti per una corretta alimentazione significa proteggerne il loro futuro evitando che essi possano diventare potenziali pazienti di domani”. Si tratta di “un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie, mondo sanitario e scuole per contrastare il consumo eccessivo di prodotti ultraformulati, promuovere educazione alimentare e favorire stili di vita sani”.

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