E’ definitiva la condanna a sedici anni di reclusione per Giuseppe Barba, 69 anni, ritenuto responsabile dell’uccisione dell’ex genero Salvatore Lupo, avvenuta il giorno di Ferragosto del 2021 in un bar di via IV Novembre a Favara. La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dai legali dell’imputato, gli avvocati Salvatore Pennica e Franco Coppi, rendendo irrevocabile la sentenza della corte di assise di appello di Palermo, che aveva gia’ ridotto la pena rispetto all’ergastolo deciso in primo grado.
Barba, attualmente ai domiciliari, dovra’ tornare in carcere per scontare la pena residua. Secondo quanto accertato nei vari gradi di giudizio, l’uomo avrebbe sparato all’ex genero al termine di una lunga serie di tensioni familiari legate alla separazione della figlia. La corte d’appello aveva escluso la premeditazione, ma confermato la piena responsabilita’ dell’imputato.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Agrigento, avevano permesso di risalire a Barba grazie alle immagini di videosorveglianza e alle tracce di polvere da sparo trovate sulla sua auto. Lupo, 45 anni, imprenditore nel settore dell’edilizia e delle comunita’ per disabili, fu colpito a morte all’interno del locale. Parte civile nel processo si e’ costituito il figlio della vittima, rappresentato dall’avvocato Daniela Posante, che dovra’ essere risarcito dal nonno.

