Salute

Mancano oltre 5.700 medici di famiglia, carenze in 18 regioni. Gimbe: “Ognuno ha in cura 1.383 pazienti, 8.180 pensionamenti entro il 2028”

Redazione

Mancano oltre 5.700 medici di famiglia, carenze in 18 regioni. Gimbe: “Ognuno ha in cura 1.383 pazienti, 8.180 pensionamenti entro il 2028”

Mar, 17/03/2026 - 18:29

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In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e “sempre più cittadini faticano a trovarne uno vicino a casa”, tanto che in 18 Regioni si registra una carenza e le situazioni più critiche sono in Lombardia, Veneto e Campania. Carenza che è “un problema ormai diffuso” e andrà aumentando velocemente: se tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità, di qui al 2028 i pensionamenti stimati sono 8.180.

A fare il punto è la Fondazione Gimbe che sottolinea come la riduzione vada di pari passo con un aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà con due o più malattie croniche. Al primo gennaio 2025, precisa Cartabellotta, “è possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perché il fabbisogno reale viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali”. I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico, inoltre, “non hanno mai tenuto conto dell’invecchiamento della popolazione”, spiega Cartabellotta. Negli ultimi quarant’anni la quota di residenti over 65 è quasi raddoppiata, passando da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025.

Mentre è triplicato l’aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. È proprio su questo squilibrio tra domanda e offerta di assistenza che si innestano le stime più aggiornate. Secondo i dati Sisac al primo gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia avevano in carico 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 per medico e grandi differenze regionali: dai 1.153 pazienti ciascuno nel Molise ai 1.533 della Lombardia.

Livelli di saturazione che, rileva Gimbe, limitano il principio della libera scelta. Assumendo come rapporto ottimale quello di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima la carenza complessiva in Italia pari a 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.

Alla base di questa situazione si intrecciano diversi fattori, tra cui una programmazione inadeguata. “Per anni – spiega Cartabellotta – non è stato garantito il ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti, che tra il 2025 e il 2028 saranno 8.180”. Inoltre, la professione ha perso di attrattività. “Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall’altro il numero di chi completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona”.

Tuttavia, se anche tutti i cosiddetti ‘medici di base’ andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, “le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi e le carenze stimate al primo gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 professionisti”. Da qui la necessità di interventi strutturali e non più emergenziali. Negli ultimi anni sono state adottate soluzioni tampone come l’innalzamento dell’età pensionabile e deroghe all’aumento del massimale di assistiti, ma la crisi, conclude Cartabellotta, “va affrontata alla radice con una riforma organica”. Una riforma della medicina generale, che sta suscitando già polemiche, è da poco arrivata all’esame della Commissione Affari sociali della Camera. L’obiettivo è ottimizzare il lavoro dei medici di famiglia nelle strutture territoriali e in particolare nelle Case della Salute.

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