Salute

Italia, violenze su ultracentenaria in Rsa: arrestato un Oss, 5 gli indagati

Redazione

Italia, violenze su ultracentenaria in Rsa: arrestato un Oss, 5 gli indagati

Ven, 06/03/2026 - 18:55

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Un operatore socio-sanitario di una Rsa di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) è stato arrestato dai carabinieri della locale Compagnia con l’accusa di maltrattamenti ai danni di una donna ultracentenaria ospite della struttura. Nell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, altre cinque persone tra operatori e infermieri sono state denunciate in stato di libertà per ipotesi di maltrattamenti e abbandono di persona incapace.

Nei confronti dell’operatore socio-sanitario i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Al centro dell’indagine c’è la condizione di un’anziana molto fragile, completamente affidata alle cure del personale della residenza sanitaria assistenziale, che secondo gli investigatori avrebbe subito più volte umiliazioni, aggressioni verbali e fisiche e comportamenti degradanti durante l’assistenza quotidiana.

L’indagine è partita nel settembre 2025, dopo la denuncia presentata da una delle figlie della donna. La segnalazione è arrivata ai carabinieri dopo che la familiare aveva notato lividi sospetti sul corpo della madre e aveva colto in lei paura e reticenza durante le visite nella struttura. Da quel momento sono scattati accertamenti investigativi tradizionali e attività tecniche che, secondo gli inquirenti, hanno permesso di ricostruire una serie di episodi ripetuti. Sempre secondo quanto riferito dall’Arma in una nota, gli episodi contestati si sarebbero verificati soprattutto nei momenti più delicati dell’assistenza, come l’igiene personale e il cambio del pannolone.

In quelle circostanze, secondo quanto emerso nell’inchiesta, l’anziana, che non era in grado di difendersi, sarebbe stata insultata, umiliata e maltrattata. Tra i fatti documentati dagli investigatori c’è anche il gesto di strofinarle sul volto lenzuola sporche di urina durante il cambio della biancheria. Le attività investigative avrebbero fatto emergere anche altre condotte ritenute negligenti da parte di alcuni operatori. In diversi casi, secondo l’accusa, il pannolone non sarebbe stato cambiato e sarebbe stato lasciato sul letto senza provvedere alla sostituzione. In altre circostanze, alla donna sarebbe stato detto di arrangiarsi da sola, nonostante non fosse autosufficiente, e questo sarebbe avvenuto persino al buio.

Per gli investigatori, questi comportamenti, andati avanti nel tempo e messi in atto approfittando della grave vulnerabilità fisica e psicologica della paziente, avrebbero provocato nella donna una forte sofferenza fisica e morale, insieme con un clima costante di paura. 

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