CALTANISSETTA – Presso la Casa Circondariale di Caltanissetta, gli studenti del primo e secondo periodo didattico e del quinto anno della sede carceraria e delle classi V A Informatica e V A Turismo della sede centrale dell’ITET Rapisardi Da Vinci di Caltanissetta, hanno animato l’evento di presentazione del libro “Ti bacio quando torno. Storia di Santina” di Cataldo Lo Iacono e Salvatore Lombardo, opera che ripercorre la tragica vicenda di Santina Cannella, vittima di un femminicidio avvenuto in Sicilia negli anni ’50 per aver difeso il proprio diritto allo studio e alla libertà.
L’evento, che ha trasformato in una mattina di profonda riflessione e commozione, le mura del carcere – simbolo di separazione – in un ponte di dialogo, si pone a conclusione del progetto didattico pluridisciplinare “Oltre l’ultimo bacio: radici di violenza, germogli di libertà”.
Il percorso didattico, coordinato dalle Docenti Proff. Valentina G. Amico e Maria Assunta La Marca, in stretta collaborazione con i Proff. B. Castellano, Z. Deidda, A. La Mattina, G. Maggio, A. Randisi, D. Seminatore e L. Spena, pone l’accento sul rilevante ruolo che la scuola riveste nel promuovere ed accompagnare il processo di crescita umana, sociale e culturale degli studenti, anche nella logica dell’educazione permanente, al di là di ogni barriera.
Tutti gli studenti hanno partecipato con grande interesse e coinvolgimento alle diverse attività proposte che hanno riguardato letture guidate, analisi dei conflitti e la stesura del “Diario di Santina”, in cui hanno immaginato i sogni e le paure della giovane vittima.
La riuscita dell’evento è stata resa possibile grazie al costante supporto e alla piena disponibilità della struttura carceraria: la Direttrice del Carcere, dott.ssa Gelsomino, il Comandante Dirigente dott. Matrascia, tutti gli Agenti di Polizia Penitenziaria e gli Educatori, tra questi ultimi, il dott. Graffagnino, per il prezioso sostegno.
La presenza dell’autore Cataldo Lo Iacono, accompagnato da una testimonianza di eccezionale valore umano, quella di Luigi Cannella, nipote di Santina, che ha onorato i presenti con il ricordo vivo della zia, ha certamente rappresentato un autentico e significativo momento di riflessione., culminato.
Come evidenziato nella premessa introduttiva, il femminicidio non è stato affrontato soltanto nell’ottica di un evento di cronaca nera, bensì come una “ferita sociale” da trasformare in consapevolezza. “Attraversando” la storia di Santina, tutti gli studenti hanno camminato insieme verso lo stesso obiettivo: la costruzione di relazioni “sostenibili” e il rifiuto di ogni forma di violenza e di sopraffazione dell’altro.
Nel solco di questa riflessione, il pregevole intervento di Mons. Onofrio Castelli, vicario del Vescovo, che ha parlato di Dignità, Parità e Diritti nel pensiero della Chiesa.
Particolarmente significativo è stato il momento della consegna di alcuni doni realizzati dagli studenti ristretti e la presentazione del “Manifesto per il Rispetto”, un compito di realtà elaborato dagli studenti attraverso creazione di slogan e parole chiave come “dialogo”, “consenso” e “autodeterminazione”.

