Salute

Arialdo Giammusso (ex presidente Nissa) in Convegno a Palazzo dei Normanni: “Sport strumento di crescita se inserito in contesto solido”

Redazione 1

Arialdo Giammusso (ex presidente Nissa) in Convegno a Palazzo dei Normanni: “Sport strumento di crescita se inserito in contesto solido”

Mar, 17/03/2026 - 17:39

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Si è svolto a Palermo, nella prestigiosa Sala Pio La Torre del Palazzo dei Normanni, il convegno dedicato al rapporto tra sport, scuola e salute, un tema centrale per il futuro delle nuove generazioni.

Nel corso dell’incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti del mondo educativo e sanitario, s’è registrato anche l’intervento dell’ex presidente della Nissa ed imprenditore Arialdo Giammusso.

“Ho avuto il piacere e l’onore di portare il mio contributo, condividendo una riflessione che mi sta particolarmente a cuore: il ruolo fondamentale degli oratori nell’educazione dei giovani, troppo spesso dimenticato o sottovalutato.

Nel mio percorso da presidente della Nissa ho potuto constatare quanto lo sport sia uno strumento straordinario di crescita. Ho visto ragazzi cambiare, maturare, trovare una direzione. Tuttavia, ho compreso anche un aspetto fondamentale: lo sport, da solo, non basta. Ha bisogno di essere inserito in un contesto educativo solido, credibile, continuo.

Quando parliamo di sport, scuola e salute, ci riferiamo a tre pilastri essenziali per lo sviluppo dei giovani. Eppure, esiste un luogo in cui questi tre elementi si incontrano quotidianamente in modo naturale e concreto, ma che oggi viene troppo spesso dimenticato o sottovalutato: l’oratorio.

Non è un caso che gli oratori affondino le loro radici nell’intuizione educativa di San Giovanni Bosco, che aveva compreso una verità semplice ma rivoluzionaria: per educare i giovani non bastano regole e strutture, servono presenza, ascolto e relazione.

L’oratorio non è soltanto uno spazio ricreativo. È un ambiente educativo vivo, dove si apprendono valori fondamentali come il rispetto, la responsabilità e la condivisione. È un luogo in cui ogni ragazzo viene accolto, riconosciuto, accompagnato.

Anche lo sport, all’interno dell’oratorio, assume un significato diverso e più profondo. Non è selezione, ma inclusione. Non è soltanto competizione, ma crescita personale. Qui ogni giovane ha un ruolo, ogni giovane ha una possibilità, indipendentemente dal talento o dalle condizioni di partenza.

Gli effetti di questo modello educativo si riflettono anche sul piano della salute. Gli oratori rappresentano un presidio sociale fondamentale: prevengono il disagio giovanile, contrastano la solitudine e offrono alternative sane e concrete alla strada.

In questi giorni, una notizia ha acceso il dibattito pubblico: un oratorio a Palermo è stato condannato a risarcire il vicinato per il rumore provocato dai ragazzi. Un episodio che impone una riflessione profonda.

Che tipo di società vogliamo costruire? Una società in cui il rumore dei giovani che giocano viene percepito come un problema, oppure una società capace di riconoscere in quel rumore un segno di vita, di crescita, di futuro?

Le parole di Don Bosco restano oggi più attuali che mai: “Non basta amare i giovani, bisogna che i giovani si accorgano di essere amati.” Se vogliamo davvero aiutare le nuove generazioni, dobbiamo tornare a essere presenti nei luoghi in cui crescono. Dobbiamo essere credibili, coerenti, disponibili all’ascolto”.

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