Salute

Le lastre ritrovate”, a Caltanissetta il volume che restituisce nuove opere e il volto umano di Michele Tripisciano

Redazione

Le lastre ritrovate”, a Caltanissetta il volume che restituisce nuove opere e il volto umano di Michele Tripisciano

Gio, 05/02/2026 - 15:51

Condividi su:

Un lavoro di ricerca rigoroso e appassionato che riporta alla luce opere inedite e aspetti poco noti di uno dei maggiori artisti nisseni di sempre. È il volume Le lastre ritrovate, dedicato a Michele Tripisciano, che sarà presentato venerdì 6 febbraio 2026, alle 17.30, all’Ex Palazzo delle Poste – Aula Morici, in via Crispi 121, a Caltanissetta.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Sicana, in collaborazione con l’Assessorato regionale dei Beni culturali e con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta. Dopo i saluti istituzionali, sono previsti gli interventi dell’architetto Daniela Vullo, soprintendente per i Beni culturali di Caltanissetta, e del dott. Giuseppe Di Forti, presidente della Fondazione Sicana. Relazioneranno gli autori del volume, il maestro Giuseppe Nicoletti e l’architetto Silvana Bartolozzi.


Il volume nasce da un lungo percorso di ricerca condotto dalla Soprintendenza di Caltanissetta, finalizzato alla conoscenza e alla valorizzazione dell’opera di Tripisciano, artista la cui intensa attività ha travalicato i confini nazionali. Come sottolinea l’arch. Daniela Vullo, si tratta del frutto di anni di studio e di un impegno scientifico che ha permesso di ampliare in modo significativo il patrimonio di conoscenze sull’artista, restituendone una lettura più completa e aggiornata.
Determinante, in tal senso, è stata una circostanza fortuita: il ritrovamento e il successivo acquisto, tra i banchi di un mercato dell’usato, di trentuno lastre fotografiche su vetro da parte di Giuseppe Nicoletti, storico fotografo della Soprintendenza nissena. Le lastre, rivelatesi poi autentiche testimonianze riconducibili a Tripisciano, sono state messe generosamente a disposizione per lo studio e la catalogazione.
L’analisi del materiale ha consentito di individuare quattro bozzetti inediti, sei opere e bozzetti noti ma mai pubblicati e tre diverse versioni di opere realizzate. Un ulteriore approfondimento di fotografie scattate nello studio dell’artista – alcune già note in pubblicazioni del 1957 e del 2012 – ha portato inoltre all’individuazione di altri diciotto inediti, in parte già identificati. Le immagini, accuratamente selezionate e contestualizzate, sono state oggetto di ricerche archivistiche e bibliografiche che hanno prodotto risultati di particolare rilievo.


Grazie a questo lavoro, alcune opere di Tripisciano, fino ad allora note solo a livello inventariale o come semplici citazioni, tornano ad assumere una concreta consistenza storica e artistica, come il monumento sepolcrale della famiglia Saja nel cimitero di Sant’Orsola a Palermo o il medaglione dell’Immacolata per la cappella Cartoni nel cimitero del Verano. Dalle ricerche emerge inoltre il ruolo centrale che la fotografia ebbe nell’attività dello scultore, non solo come passione personale, ma come strumento di lavoro e di documentazione della propria produzione artistica.
Nel corso della sua vita, dalle prime prove giovanili fino alla prematura scomparsa all’età di cinquantatré anni, Tripisciano utilizzò la fotografia per la ritrattistica commemorativa, per la divulgazione delle sue opere e per documentare lo stato di avanzamento dei lavori commissionati.


Il volume si chiude con un’appendice di grande valore documentario, che riporta la trascrizione delle due disposizioni testamentarie dello scultore e il testo di un discorso celebrativo letto nel 1913 al Casino dei Nobili di Caltanissetta, rimasto fino a oggi ignoto agli studiosi locali.
Per la Fondazione Sicana, come evidenziato dal presidente Giuseppe Di Forti, la pubblicazione rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di promozione identitaria del territorio, in linea con la missione dell’ente di favorire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Un contributo che restituisce alla collettività non solo lo scultore delle grandi commissioni nazionali, ma anche l’uomo, l’artista moderno e il testimone del suo tempo.

banner italpress istituzionale banner italpress tv