Sabato 10 gennaio, San Cataldo ha vissuto un importante momento istituzionale con il conferimento della cittadinanza onoraria al Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Fabio Attard, undicesimo successore di Don Bosco. Un atto che si inserisce nel percorso delle celebrazioni per i 100 anni di presenza salesiana in città e che ha assunto un rilievo insieme civile e religioso.Prima dell’avvio dei lavori del consiglio comunale, sono stati rivolti saluti e ringraziamenti alle autorità civili e religiose, alla famiglia salesiana e alle realtà del territorio che hanno accompagnato l’intero anno celebrativo. È stato inoltre letto un messaggio del Prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, assente per impegni istituzionali, in cui è stato espresso apprezzamento per il servizio svolto a favore dei giovani e della comunità, ispirato ai valori di Don Bosco.Ad aprire gli interventi istituzionali è stato Don Domenico Saraniti Ispettore dei Salesiani di Sicilia.

Nel suo intervento ha ringraziato il Sindaco e l’Amministrazione comunale per il gesto del conferimento della cittadinanza onoraria, definendolo un atto che unisce riconoscenza e responsabilità condivisa. Oggi – ha sottolineato – il Rettor Maggiore richiama con forza la centralità della relazione educativa, dell’ascolto e dell’accompagnamento.Accogliere Don Fabio, ha concluso, significa accogliere Don Bosco: la sua spiritualità, la sua pedagogia e uno stile educativo che mette al centro i giovani. In questa prospettiva, l’oratorio è stato rilanciato come “osservatorio della gioventù”, luogo educativo vivo e condiviso, sostenuto anche dalle politiche del Comune. Da qui il rinnovo dell’impegno dei Salesiani a continuare a collaborare con le istituzioni per il bene dei giovani, soprattutto dei più svantaggiati. A seguire, l’intervento del Vescovo della Diocesi di Caltanissetta, Mario Russotto, che ha richiamato il legame profondo tra San Cataldo e la presenza salesiana, sottolineando come la fecondità di questa esperienza sia sempre dipesa da un elemento essenziale: il “cuore” della missione. Un invito chiaro a non smarrire la centralità dei giovani e dell’accompagnamento educativo, evitando di “disperdere energie lontano da ciò che rende viva e credibile la testimonianza salesiana”. La seduta consiliare, appositamente convocata fuori dalla sede istituzionale, ha rappresentato il momento centrale dell’evento. Nel suo intervento, il sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, ha parlato di una identità ormai radicata: per molti sancataldesi l’oratorio è parte della propria storia personale, ma soprattutto è diventato coscienza collettiva.Ha definito l’oratorio “casa che accoglie” e “cuore che batte” per giovani, famiglie e persone in difficoltà, ponendo una domanda che ha segnato il tono del discorso: che città sarebbe stata San Cataldo senza l’oratorio salesiano? La risposta è stata netta: una città più povera, meno viva. Da qui il senso della cittadinanza onoraria, intesa come gesto concreto di gratitudine e come dichiarazione di futuro: San Cataldo riconosce la propria anima salesiana e intende continuare a investire sull’educazione. Un video di sintesi, proiettato durante la serata, ha ricostruito il percorso consiliare degli ultimi anni, soffermandosi in particolare sul consiglio comunale aperto del 18 novembre 2024, dedicato alla presentazione delle iniziative del Centenario e al riconoscimento dell’identità salesiana della città. Tali richiami, a tratti commoventi, hanno costituito il fondamento storico e istituzionale della deliberazione finale.

Al termine degli interventi istituzionali, il Consiglio comunale ha quindi proceduto alla votazione, approvando all’unanimità dei presenti l’atto di conferimento della cittadinanza onoraria.Solo dopo la deliberazione, ha preso la parola il Rettor Maggiore Don Fabio Attard, che ha letto il riconoscimento come un segno di fiducia non rivolto alla sola persona, ma all’intera famiglia salesiana e alla comunità educativa, composta oggi da Salesiani e laici impegnati insieme nel servizio ai giovani.Il Rettor Maggiore ha ringraziato la città per l’accoglienza e per il gesto della cittadinanza onoraria, sottolineando il valore dell’incontro con le autorità civili, segno di una collaborazione fondamentale. “Il bene dei giovani non è una scelta di parte – ha affermato – ma una chiamata di tutta la società”. Richiamandosi allo stile di Don Bosco, ha evidenziato l’importanza di lavorare insieme, senza contrapposizioni, mettendo al centro ogni ragazzo, soprattutto quelli che vivono situazioni di fragilità. Ha ribadito che la risposta educativa “non può dipendere dall’origine, dalla cultura o dalla fede: ogni giovane ha diritto a un’educazione integrale, capace di restituire dignità e futuro”. Guardando al futuro, Don Fabio ha ricordato che i giovani cercano adulti credibili e punti di riferimento solidi. “Quello che ho visto a San Cataldo – ha concluso – è un presente straordinariamente solido e bello, e può diventare futuro se continuiamo, come Don Bosco, a educare con un amore gratuito”. La serata si è conclusa con la lettura e la consegna della pergamena da parte del Sindaco, che ha ufficializzato il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio Attard. A margine dell’evento, il presidente del Consiglio comunale Romeo Bonsignore, ha sottolineato come la seduta consiliare dedicata al conferimento della cittadinanza onoraria abbia rappresentato “un momento di sintesi e di condivisione per la città, capace di restituire il significato di un lungo percorso educativo e istituzionale che continua a produrre frutti nella comunità sancataldese”.

