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Case di appuntamento con “Touch me” e “Nuru massage”. A Catania tre arresti della Polizia, tra cui una donna con Reddito di Cittadinanza

Redazione 1

Case di appuntamento con “Touch me” e “Nuru massage”. A Catania tre arresti della Polizia, tra cui una donna con Reddito di Cittadinanza

Lun, 02/05/2022 - 17:01

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La Polizia di Stato, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha dato esecuzione alla misura cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, a carico di due donne di 31 e di 47 anni e di un uomo di 35 anni.

I tre sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio di case di prostituzione, nonché di sfruttamento e favoreggiamento sistematico del meretricio di diverse ragazze. In particolare, le investigazioni, coordinate dalla Procura ed eseguite dalla specializzata Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione della Squadra Mobile etnea, sono state avviate nel mese di febbraio 2020, a seguito di segnalazioni su una presunta casa di prostituzione insistente nel centro cittadino, supportate dai presidi tecnici.

Le indagini hanno consentito di appurare, allo stato degli atti e in relazione alla fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, che la 31enne era la figura apicale dell’organizzazione caratterizzata da gerarchie interne e attribuzione di ruoli, ella, infatti, quale manager della prostituzione indoor, si sarebbe occupata del controllo, amministrazione e direzione in prima persona di tre case di prostituzione, di cui due a Catania e una a Misterbianco (CT), mentre la 47enne avrebbe avuto il compito della co-gestione della casa di Misterbianco (CT).

L’uomo, infine, avrebbe gestito, unitamente alla compagna (la citata 31enne) la casa di appuntamento, sotto la parvenza di un Bed & Breakfast, ubicata nel centro storico di Catania, dividendo con la stessa gli utili provenienti dalla prostituzione altrui. Altri tre indagati avrebbero svolto i ruoli di addetti al centralino e alle prenotazioni dei clienti che, attraverso siti dedicati, telefonavano per fissare le prestazioni sessuali, con tariffe a partire da 50,00 euro, a seconda della tipologia di “servizio” richiesto alle donne reclutate per sfruttarne la prostituzione. Tra i massaggi più “gettonati”, assicurati da quella che era poi una vera e propria impresa a carattere essenzialmente familiare, erano i c.d. “Touch me” e “Nuru massage”. Tutto avveniva all’interno delle mura domestiche, garantendo così maggiore sicurezza agli indagati e privacy alla clientela.

Alla 31enne, percettrice di reddito di cittadinanza, é stato, altresì, contestato l’illecito per l’omessa comunicazione nei termini, ovvero dall’agosto del 2020, di redditi da lavoro irregolarmente svolto presso un negozio di abbigliamento.

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