Uno dei nodi ancora da sciogliere sul tema covid, nel Consiglio europeo in corso, resta quello della destinazione delle 10 milioni di dosi extra di vaccino Pfzier, che la Commissione europea è riuscita procurarsi con un accordo firmato di recente.
A quanto apprende Policy Europe da fonti Ue, durante la video conferenza l’Austria, insieme ad altri paesi dell’Est, sarebbe tornata a chiedere una revisione dei criteri per la spartizione delle dosi di vaccini.
Dopo il taglio delle consegne Astrazeneca l’Austria, come anche altri paesi Ue che si erano affidati principalmente alle dosi della casa farmaceutica di Oxford, ha visto ridursi di molto il potenziale della sua campagna vaccinale.
Nei giorni scorsi, proprio l’Austria, insieme a Lettonia, Bulgaria, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia, avevano scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo per sollevare il problema.
La Commissione, dal canto suo, aveva risposto che i criteri di ripartizione erano noti da tempo e che la scelta su quali vaccini utilizzare, tra quelli del portafoglio Ue, restava in capo ai singoli Stati.
La questione dunque è riesplosa questo pomeriggio e – a quanto si apprende – una soluzione non sarebbe ancora stata trovata, segnando una divisione tra i membri del Consiglio europeo riuniti in video conferenza. Proprio per questo Charles Michel avrebbe deciso di riprendere in un momento successivo la questione lasciata in sospeso.

