Crisi di Governo: Conte contro Di Maio e l’accordo con Salvini

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Il premier uscente non avrebbe gradito l’utilizzo del suo nome nei negoziati tra M5S e PD, sospettando una strategia per riavvicinarsi alla Lega

Continuano a circolare voci secondo cui Luigi Di Maio starebbe usando Giuseppe Conte per tornare al governo con la Lega. La strategia, stando alla chiamata tra i due trascritta da Repubblica, sarebbe quella di continuare a proporre l’avvocato del popolo come premier a Nicola Zingaretti, ricevendo le risposte negative che impedirebbero la formazione di un esecutivo PD-M5S.

Il presidente del Consiglio dimissionario si sarebbe risentito per essere stato utilizzato per i giochi di palazzo. Secondo quanto riportato dal quotidiano romano, Giuseppe Conte avrebbe sentito il capo politico pentastellato dal G7 di Biarritz, dove ieri ha dato l’idea di annunciare i punti programmatici di un secondo governo, dicendo: “Se pensi che coprirò questa operazione con Matteo Salvini, sbagli. Io mi tiro fuori, se questa è la strada che hai scelto”.

Luigi Di Maio, dal canto suo, avrebbe cercato di tranquillizzare il premier uscente. Nonostante i continui approcci di Matteo Salvini, il grillino continuerebbe a lavorare a un accordo di governo con il PD. Con grosse difficoltà a trovare un nome che piaccia a Nicola Zingaretti. Giuseppe Conte riceverebbe solo l’endorsement di Matteo Renzi e Dario Franceschini. La sua capacità di comunicare con l’Europa e il suo savoir-faire istituzionale sarebbero ottime referenze per i dissidenti dem.

Ma il segretario PD ha imposto la linea della discontinuità con i 14 mesi di esecutivo gialloverde, e il veto a una seconda presidenza del Consiglio di Giuseppe Conte sarebbe una condizione non negoziabile per un contratto di governo con il M5S. L’avvocato del popolo in un governo giallorosso potrebbe al massimo ambire al Ministero degli Esteri o a quello dell’Interno. Il nome che si profila all’orizzonte con insistenza sembra essere quello del presidente della CameraRoberto Fico, che metterebbe d’accordo i due partiti.

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