
Crispino Sanfilippo
SOMMATINO. No alla soppressione della Corte di appello di Caltanissetta. E’ quello che ha affermato con forza il consiglio comunale sommatinese che ha approvato la delibera con la quale ha espresso tutta la sua contrarietà alla eventuale chiusura della corte di appello nissena. In apertura è stata la consigliera comunale Giusy Auria a mostrare la sua legittima preoccupazione per la situazione della Corte d’Appello di Caltanissetta, dato che sussiste a tutt’oggi il pericolo di soppressione paventato dal Ministero di Grazia e Giustizia. Per questa ragione è stato deciso di affermare un netto no alla chiusura della corte di Appello. Alla seduta consiliare era presente l’avv. Boris Pastorello, che ha partecipato alla seduta sia come avvocato che come assessore comunale di Caltanissetta. Anche l’avv. Boris Pastorello ha espresso il suo sostanziale disaccordo sulla paventata soppressione della Corte D’Appello di Caltanissetta, in quanto si toglierebbe un presidio di legalità che comporterebbe di conseguenza la soppressione della Procura e della Direzione Distrettuale Antimafia; del Tribunale dei Minorenni, ma anche dell’istituto penitenziario per minorenni. La legge delega ha escluso la possibilità di investire denaro sulla Corte D’Appello di Caltanissetta. Ciò fa pensare che ci sia la volontà di sopprimere la stessa, per via della considerazione che dopo quella di Campobasso è la più piccola d’Italia. Tuttavia, secondo Pastorello, così facendo si toglierebbe un presidio di legalità in un territorio ad alta densità mafiosa e non si considererebbe l’attività prodotta che è notevole, superiore a quella di Corte D’Appello più grande sia per quantità ma soprattutto per la quantità di processi celebrati. L’avv. Pastorello ha anche spiegato che ci sarebbe un disegno di mantenere una sola Corte D’Appello per Regione, anche se lui ritiene che in Sicilia ne dovrebbero rimanere almeno 2. Pertanto, l’avv. Pastorello ha invitato il consiglio comunale ad approvare il documento così per come è stato redatto. E’ stata poi la volta dell’avv. Riggio che ha relazionato sul fatto che vi è un disegno politico di attuare delle macrostrutture col fine del risparmio delle spesa, si fissa anche un limite per abitante che dovrebbe essere di 1 milione. Pertanto anche se Caltanissetta si colloca tra le prime Corti D’Appello per produttività è stato stabilito un limite per abitante. A questo punto si potrebbe impedire la soppressione accorpando anche altri comuni quali ad esempio quelli della provincia di Agrigento. Il sindaco Crispino Sanfilippo, intervenendo, ha rilevato che una eventuale soppressione della corte di appello a Caltanissetta sarebbe un provvedimento incompatibile con la lotta alla mafia considerato che i maggiori processi alla mafia sono stati celebrati a Caltanissetta, per cui ha auspicato che la corte D’Appello rimanga dové e non si chiuda. Il consiglio comunale, alla fine, ha approvato all’unanimità il provvedimento con il quale ha ribadito il proprio no alla chiusura della corte di appello a Caltanissetta.

