CALTANISSETTA – Sconforto e ira albergano negli sfollati, 16 famiglie, che hanno trascorso il loro primo giorno in un hotel cittadino. Sono i destinatari delle ordinanze di sgombero indirizzate a circa 40 persone, residenti in via Col. Eber e San Giovanni Bosco, dove si sono verificati nuovi movimenti franosi e smottamenti, oltre ad una grande crepa larga un metro che si è aperta sulla strada che porta a due villette in cima alla collina. Questi eventi, avvenuti tra venerdì e sabato ed analoghi a quelli occorsi nel 2009, sono da collegare alla inusuale quantità di pioggia che ha investito il capoluogo nisseno.
Il problema del contenimento e della stabilità della collina di S.Anna purtroppo si protrae da decenni. Questa nuova emergenza ha però riproposto la pericolosità della situazione e gli impedimenti che la burocrazia pone al tamponamento dell’annosa questione. Infatti il Comune di Caltanissetta ha ottenuto un finanziamento di 4 milioni 25 mila euro da parte della Protezione civile del primo stralcio di un progetto di 7,2 milioni di euro destinati a costruire un canale di gronda sotto la collina di Sant’Anna e quindi ad evitare il riproporsi di smottamenti che, per certi versi, sono inevitabili, considerata anche la natura argillosa del terreno.
«L’opera è già cantierabile – ha ricordato ieri Egidio Marchese, l’ingegnere capo del Genio Civile di Enna che ha ricevuto l’incarico di occuparsi della pratica – il Comune di Caltanissetta deve però ancora ultimare le procedure espropriative dei terreni interressati alle opere. L’impresa che dovrà realizzare i lavori è la “Urania Costruzioni” di Messina, che li ha avuti affidati nel novembre scorso vincendo la concorrenza di altre due ditte, anche queste segnalate dall’Ufficio del Commissario straordinario delegato per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia».
Nel frattempo i nisseni residente nella zona che hanno dovuto abbandonare le proprie case chiedono all’Amministrazione di occuparsi della sicurezza degli immobili, si temono azioni di sciacallaggio, e di adoperarsi quanto più velocemente possibile per riportare alla normalità la situazione.
di Redazione 3
Ven, 10/04/2026 - 12:25

