Ancora poche ore e gli Stati Uniti si trasformeranno nel palcoscenico dell’evento sportivo più atteso dell’anno: la 48esima edizione del Super Bowl, la finale che assegnerà il titolo di campione della National Football League, in programma il 2 febbraio (l’evento sarà trasmesso su Italia Uno alle 00.30 di domenica). Il tifo, le urla e i tanti spettacoli in programma faranno salire le gelide temperature del New Jersey: è sul manto erboso del MeltLifeStadium a East Rutherford, a poche miglia da New York, che si daranno battaglia i Denver Broncos e i SeattleSeahawks. I primi, allenati da John Fox , titolari di due vittorie al Super Bowl, nel 1997 e nel 1998, sono considerati la squadra con il miglior attacco, mentre le stelle di Seattle, guidate da Pete Carrol, partecipano alla finale del NFL per la seconda volta dopo la sconfitta del 2005 contro i Peetsburh Steelers.
Per la prima volta nella storia del Super Bowl si fronteggiano due squadre che vantano la miglior difesa e il miglior attacco della stagione. Guidati dall’eterno Peyton Manning, i Broncos quest’anno hanno conquistato piu’ punti di tutti, sia nelle corse, sia nei lanci. Stavolta pero’ questa icona del football americano, 37 enne, detentore di moltissimi record, tra i piu’ grandi quarterback di sempre, se la dovra’ vedere contro la fortissima linea difensiva dei Seahawks, ribattezzata ‘Legion of Bloom’, comandata da due giganti come Richard Sherman, specializzato nelle ‘interception’ e Kam Chancellor, ambedue alti uno e novanta. L’incognita resta il tempo: non tanto il freddo, visto che dovrebbero esserci circa 8 gradi, quanto la pioggia e il vento che potrebbero favorire le corse sui lanci lunghi.
Da giorni Times Square di New York s’e’ trasformata nel Superbowl Boulevard, chiusa al traffico e piena di fan. Sullo stadio, per motivi di sicurezza, durante la partita ci sara’ una ‘no fly zone’ di circa 15 km. Come capita ogni anno, i numeri che girano attorno all’evento sono da capogiro. Ci si aspetta un pubblico di circa 169 milioni di telespettatori in 180 paesi e 30 lingue. Il prezzo medio di un biglietto e’ di 3.019 dollari, saranno consumate circa 1,25 miliardi di ali di pollo fritte e Pizza Hut si aspetta di consegnare 29 milioni di pizze. Attorno al risultato c’e’ un giro di scommesse pari a 99 milioni di dollari, e Las Vegas dovrebbe trarre da questo giro di affari utili per circa 8 milioni.
Ma il Super Bowl non è solo sport, è “lo show degli show” che terrà incollati gli americani ai teleschermi in un susseguirsi di spettacoli e singolari pubblicità con un impatto economico stimato in 600 milioni di dollari. Dopo Madonna e Beyoncè, protagoniste delle due scorse edizioni, quest’anno sarà Bruno Mars a cantare all’Half Time Show: l’artista sarà affiancato dai Red Hot Chili Peppers durante l’intervallo del match, segnato anche dalla presentazione, durante uno spot firmato da Derek Romanek, del nuovo singolo degli U2, Invisible.
A proposito di pubblicità, 30 secondi trasmessi per la “modica” cifra di 4 milioni di dollari, c’è l’imbarazzo della scelta: dall’ironico spot della birra “Bud Light” che ha come protagonista l’ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger, nei panni di un giocatore di ping pong con tanto di parrucca bionda e divisa in stile anni ’70, a quello di H&M che ha come testimonial l’affascinante David Beckham. Britney Spears, invece, ritorna ad essere testimonial della Pepsi e anche questo spot sarà trasmesso al Super Bowl. Ma a gareggiare durante “l’evento principe” dello sport americano saranno soprattutto le case automobilistiche: dalla Hyundai che per il lancio della nuova Elantra si affida a Johnny Galecki di The Big Bang Theory alla Jaguar che promuove la nuova F-Type R Coupè con i “cattivissimi” Sir Ben Kingsley, Tom Hiddleston e Mark Strong.
Ancora sul fronte spot, è probabile che questo sarà ricordato come il Super Bowl delle polemiche: quelle legate a Scarlett Johansson che ha interrotto i rapporti con Oxfom, l’associazione di cui era ambasciatrice, dopo le critiche ricevute per aver prestato il suo volto all’israeliana SodaStream, azienda di bevande gassate che ha una fabbrica in Cisgiordania, territorio da sempre rivendicato dai palestinesi. Non solo, farà senz’altro discutere il cartellone pubblicitario a due passi dal MetLife Stadium per promuovere la legalizzazione della marijuana con lo slogan “Più sicura dell’alcol…e del football”.

