CALTANISSETTA – La disciplina sulla prevenzione della corruzione negli Enti locali è stato il tema del seminario formativo organizzato dalla Provincia Regionale di Caltanissetta e svoltosi presso i propri uffici di via Martoglio. Relatore del seminario, riservato al personale dell’ente che riveste ruoli di particolare responsabilità in settori a rischio, è stato Arturo Bianco noto esperto a livello nazionale in materia di Enti Locali. Con lui erano presenti al tavolo del seminario il commissario straordinario Raffaele Sirico, il segretario generale Caterina Moricca e il dirigente del settore Personale Maria Antonia Di Forti che ha curato l’organizzazione dell’evento con cui è stato avviato un percorso formativo nell’ambito del Piano di prevenzione della corruzione e dell’illegalità adottato lo scorso luglio dal commissario Sirico in attuazione della Legge 190/2012.
Lo stesso commissario, ad introduzione del seminario, ha richiamato l’attualità della problematica della corruzione nella pubblica amministrazione, laddove bisogna avere ben chiaro il limite tra il legale e l’illegale, e per questo nel piano provinciale già adottato sono state inserite indicazioni in tal senso, con una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e l’individuazione degli interventi organizzativi volti a prevenirlo.
In Italia si parla ormai di una vera emergenza corruzione – così ha esordito Bianco nella sua relazione – con un fenomeno che è stato indicato come una vera priorità nell’ambito della pubblica amministrazione. Dinanzi a un fenomeno siffatto è lecito, pertanto, chiedersi se l’attuale normativa è adeguata e soprattutto efficace. Il relatore ha così parlato della citata legge 190/2012 che detta disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione, così come dei suoi provvedimenti attuativi, e cioè il decreto legislativo n. 33/2013 in materia di trasparenza, il n. 39/2013 sulle inconferibilità ed incompatibilità, e il Dpr 62/2013 contenente il codice di comportamento integrativo. Dopo i riferimenti ai procedimenti amministrativi e al rispetto dei tempi, particolare attenzione è stata riservata al piano triennale anticorruzione di cui le pubbliche amministrazioni sono chiamate a dotarsi, così come del programma piano per la trasparenza, del codice di comportamento integrativo e del regolamento sulle incompatibilità.
Ogni amministrazione – ha altresì ricordato Bianco – deve dotarsi di un responsabile anticorruzione, individuato nel segretario comunale o provinciale, cui sono riservati importanti compiti come quello della predisposizione dello stesso piano triennale, che deve indicare le attività più a rischio: tra esse vi sono, ad esempio, l’assunzione di personale e le progressioni dello stesso; l’erogazione di contributi e benefici vari; l’acquisto di beni, servizi, forniture e l’affidamento di lavori di qualunque importo; il rilascio di permessi ed autorizzazioni; l’attività di controllo.
A questo primo seminario la Provincia ne farà seguire altri due sui risvolti penali dei reati contro la Pubblica Amministrazione, che saranno tenuti da esperti in materia.

