CALTANISSETTA – Un gruppo di sorveglianza per monitorare, in maniera costante, l’evolversi della situazione venutasi a creare a causa del doppio disservizio verificatosi, nell’arco di pochi giorni, nella rete di Siciliacque che ha avuto, e sta avendo, pesanti ed inevitabili riflessi anche sulla distribuzione in diverse zone della provincia nissena che, non essendo autosufficiente quanto a risorse idriche, deve approvvigionarsi all’esterno.
Il gruppo di sorveglianza è stato attivato presso la direzione tecnica di Caltaqua – Società Acque di Caltanissetta SpA – gestore unico del servizio idrico nella provincia di Caltanissetta.
Al fine di una completa informazione, appare utile evidenziare che al verificarsi, per una qualsiasi ragione, di un disservizio in rete perché le condotte tornino alla pressione ottimale e la distribuzione idrica riprenda con cadenzata regolarità, è tecnicamente necessario che intercorra un qual certo lasso di tempo che, grosso modo, coincide con il “salto” di un turno di distribuzione.
Nella fattispecie si è invece verificato che al primo disservizio segnalato da Siciliacque il 23 gennaio scorso con “l’interruzione dell’esercizio dell’acquedotto Ancipa a causa dell’improvvisa rottura della tubazione nel territorio di Enna” – che ha comportato lo stop venerdì 24 alla distribuzione oltre che nel capoluogo (garantita la fornitura all’ospedale “Sant’Elia”) anche nei comprensori di Serradifalco, San Cataldo (anche qui garantita l’erogazione al polo ospedaliero), Niscemi, Gela e Mazzarino – si sia sommato quello, parimenti segnalato da Siciliacque, il 28 gennaio scorso con l’interruzione “dell’approvvigionamento dall’acquedotto Blufi Madonie Ovest a causa di una rottura avvenuta in contrada Sabucina” che ha causato il fermo totale dell’erogazione nel capoluogo (garantito, come sempre, l’ospedale) e nei comprensori di Serradifalco e San Cataldo (garantito anche qui l’ospedale).
Il doppio guasto ravvicinato, benché si sia verificato al di fuori della rete di distribuzione di Caltaqua, sta rendendo più problematica la ripresa regolare dell’erogazione creando notevoli disagi dei quali l’Azienda – pur non avendo alcuna responsabilità – si scusa con l’utenza assicurando il massimo e costante impegno per ripristinare nel più breve tempo possibile il normale servizio.

