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“GRAFFITI HEART”, inizia il terzo intervento in città

Redazione

“GRAFFITI HEART”, inizia il terzo intervento in città

Mar, 03/09/2013 - 14:12

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CALTANISSETTA – L’Associazione per la Creatività Urbana (ACU) Graphia, in collaborazione col Comune di Caltanissetta, ha ideato un format dedicato all’arte pubblica che coinvolgerà street artist e graffiti artist di fama internazionale, “GRAFFITI HEART”, progetto e occasione per rileggere un fenomeno (oramai consolidato anche in ambito storico-artistico) e confermarlo, da presunto segno di deturpamento del contesto urbano, viva opportunità di miglioramento e di recupero di zone a rischio, degradate, superfici comunali incomplete o che necessitano di riqualificazione o ancora vuoti urbani che lasciano spazio alla “inutilità”. Potenziali luoghi del bello, di ciò che è “utile”, possono invece accogliere azioni atte a rendere visivamente piacevoli porzioni intere di città.

Il progetto è teso a lanciare la Città di Caltanissetta (e la sua provincia) a livello artistico e mediatico; Città in cui il fermento culturale ed artistico vive, da anni, un periodo di stallo e di assoluta immobilità. Il progetto prevede una serie di interventi di arte pubblica su muri, facciate e pannelli da parte di 5 street artisti di fama internazionale, invitati in residenza, che si alterneranno per 3 mesi di lavoro; al loro seguito un team di artisti del territorio nisseno e siciliano saranno invitati a dare il proprio contributo nelle medesime modalità.
Raptuz sarà all’opera dal dal 3 al 7 settembre, nel quartiere San Luca, nella struttura antistante un noto superercato.
Raptuz all’anagrafe Luigi Muratore nasce nel 1968 nell’hinterland milanese, fin da piccolo viene a contatto con le realtà di una provincia disagiata e non propriamente “tranquilla”.
Nel 1990 fonda con un gruppo di artisti la TDK Crew, che in breve tempo diventa un vero e proprio mito nell’ambiente del writing italiano. La Crew, conosciuta sia per gli innumerevoli lavori su commissione, sia e soprattutto per la sua “parte oscura”, come l’artista ama definire l’attività “non proprio autorizzata” su treni e metropolitane, resta tutt’ora un punto di riferimento nello scenario italiano.

La pittura di Raptuz riflette un’esistenza sempre più sofferta, propria dell’epoca moderna, instaurando stretti rapporti con il linguaggio informale e con il cromatismo di Pollock.
L’informale non è tanto nel segno quanto nella materia che richiama la rugosità del muro grezzo, risolvendosi nel gesto forte e con colori che si accendono di una carica simbolica.
Elementi grafici, elementi figurativi, scritte quasi propagandistiche, segni, gesti, sfumature, sovrapposizioni e schizzature coesistono come elementi in diverso rapporto tra loro, parte di un mondo personale, infinitamente variabile interpretabile secondo infinite prospettive, pur nell’apparente continuità dell’impostazione di base.

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