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Consiglio dei Ministri: testimoni di giustizia assunti nella Pubblica Amministrazione

Redazione

Consiglio dei Ministri: testimoni di giustizia assunti nella Pubblica Amministrazione

Gio, 29/08/2013 - 02:01

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Filippo Bubbico

ROMA – Riguarderà potenzialmente un’ottantina di persone la misura – contenuta nel pacchetto approvato ieri dal Consiglio dei ministri – che prevede l’assunzione nella Pubblica Amministrazione dei testimoni di giustizia. Lo ha rilevato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, che presiede la Commissione centrale che ha il compito di definire le speciali misure di protezione per i testimoni e collaboratori di giustizia.

Tra le persone interessate dal provvedimento l’imprenditore palermitano Vincenzo Conticello, il titolare dell’Antica Focacceria San Francesco che ha denunciato i suoi estorsori, Vincenzo Carimi, uno dei collaboratori di Don Pino Puglisi, e Piera Aiello, cognata di Rita Atria. La misura era stata annunciata al termine del Cdm dal ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, che l’aveva definita ”un atto di giustizia”.

L’obiettivo, spiega Bubbico, ”è quello di mettere in campo strumenti di premialità per i testimoni in modo da incoraggiare un atto di responsabile cittadinanza da parte di chi ha potuto assistere a vicende criminose”. Naturalmente, sottolinea, ”la priorità è quella di garantire la sicurezza di queste persone, perche’ un testimone per fatti di mafia corre rischi. Con questo provvedimento – aggiunge – si estende ai testimoni di giustizia la norma già in vigore per vittime del terrorismo e della criminalità organizzata che prevede un percorso preferenziale per l’assegnazione di un posto di lavoro nella Pubblica amministrazione”. I testimoni di giustizia, ricorda il viceministro, ”sono costretti a lasciare il luogo dove vivono e lavorano, ad abbandonare le attività economiche, a subire il trauma dello sradicamento e dunque è giusto sostenerli con un’opportunità occupazionale che consenta loro di ricostruire un proprio profilo professionale superando la precarieta’ in cui spesso sono costretti a vivere”. Sarà successivamente un decreto del ministero dell’Interno a stabilire le modalità di attuazione del provvedimento.

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