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Franco Califano si è spento. Addio “Califfo”

Redazione

Franco Califano si è spento. Addio “Califfo”

Sab, 30/03/2013 - 21:06

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ROMA – Franco Califano è morto nella sua casa ad Acilia. Il “Califfo”, 74 anni,  malato da tempo, era nato nel 1938. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma.

Originario di Pagani, in provincia di Salerno, è nato per caso in aereo sul cielo della capitale libica, a quei tempi colonia italiana. È cresciuto e viveva da molti anni a Roma ma ha anche trascorso otto anni a Milano. Già arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, caso in cui fu coinvolto anche Walter Chiari (assolto con formula piena), finisce nuovamente in carcere per lo stesso motivo e per porto abusivo di armi nel 1983, questa volta insieme al conduttore televisivo Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest’ultima esperienza carceraria ha composto l’album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi Califano è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. Califano lo ha ripetutamente ricordato nei suoi libri e nelle sue interviste.

Si è cimentato come scrittore e saggista con opere come Ti perdo – Diario di un uomo da strada, Il cuore nel sesso, Sesso e sentimento e Calisutra Storie di vita e casi dell’amore raccontati dal maestro. Del 2008 è, invece, l’autobiografia Senza Manette, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco. È stato interprete di fotoromanzi e attore cinematografico in Sciarada alla francese (1963), Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1983) con Pippo Franco, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008).

Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del programma realtà Music Farm, condotto da Simona Ventura. Nel 2007 e nel 2010 partecipa a due puntate di Ciao Darwin con Paolo Bonolis. Califano si è sempre presentato come un disincantato amante latino, un po’ cinico, un po’ romantico, vantando migliaia di conquiste femminili. Lui stesso ha raccontato di aver avuto il suo primo rapporto all’età di 12 anni, con la madre di un amico. Vive in una villa nei pressi di Roma, ad Acilia, a pochi chilometri dal litorale di Ostia. Califano ha tatuato nell’avambraccio destro la sua celebre frase Tutto il resto è noia. Viene citato anche nella serie televisiva Romanzo criminale partecipando al matrimonio di uno dei componenti della banda.

I suoi ammiratori lo chiamano Califfo o anche maestro, viene imitato da Fiorello, dall’attore Max Tortora, e dall’imitatore Gianfranco Butinar. Nel 2010 a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non è in attività. Il 20 febbraio 2012 si esibisce in concerto al Teatro Sistina, per l’occasione pieno in ogni ordine di posto. Lo stesso anno esce la notizia che abbia chiesto che lo Stato gli corrisponda la pensione speciale prevista dalla legge Bacchelli per gli artisti che versano in situazione di grave indigenza; notizia poi smentita dal diretto interessato durante una trasmissione televisiva. Il 3 agosto 2012 oltre 5 mila persone assistono a un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell’ambito del “San Giovanni Summer Village”. Partecipa come ospite alla seconda puntata della seconda stagione di Tale e Quale Show. Il 15 ottobre è ospite con Edoardo Vianello a “Domenica In” da Lorella Cuccarini in condizioni di salute visibilmente preoccupanti.

Indimenticabili le sue performance canore. Canzoni a cui spesso erano stati altri a dare voce. Quella di Mia Martini, ad esempio, in Minuetto (scritta con Dario Baldan Bembo) e La nevicata del ’56 (testo a quattro mani con Carla Vistarini). Quella di Ornella Vanoni, interprete di La musica è finita (su musica di Umberto Bindi, scritta con Nisa), Una ragione di più (scritta con Mino Reitano). E ancora Peppino di Capri, che con Un grande amore e niente più vince il Festival di Sanremo 1973). Come dimenticare E la chiamano estate, scritta con Bruno Martino che ne fu l’interprete. E l’inno in romanesco Semo gente de borgata, affidata alle voci di Edoardo Vianello e Wilma Goich. Per la più grande voce italiana, quella di Mina, Califano scrisse un intero album,Amanti di valore, nel 1974).  Altre sono le canzoni per le quali il giovane Califano ci mette la faccia e l’ugola,che lo raprresenteranno per  l’intera carriera Tutto il resto è noia, su musica di Frank Del Giudice. Quasi un autoritratto La mia libertà. Inevitabile, per uno così, incrociare anche le strade di Sanremo. Califano vi partecipa la prima volta nel 1988 con Io per le strade di quartiere scritta insieme a Toto Cutugno, di cui si ricorda l’interpretazione vigorosa e teatrale, da musical delle borgate. Bisogna aspettare il 1994 per rivedere Califano all’Arisotn con Napoli. Infine, l’ultima apparizione nel 2005 con Non escludo il ritorno, scritta assieme ai Tiromancino.

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