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Ricercatore universitario denuncia frane sulla strada che porta a San Giovanni Gemini

Redazione

Ricercatore universitario denuncia frane sulla strada che porta a San Giovanni Gemini

Mer, 06/02/2013 - 10:59

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MUSSOMELI – La rabbia di Dario Costanzo è la rabbia del ricercatore universitario esperto di frane che riflette sui continui errori dell’uomo, ma è anche la rabbia del cittadino qualunque, che si scandalizza nel vedere che in una strada appena inaugurata affiorano evidenti e gravi casi di dissesto. Da qualsiasi prospettiva la guardi, Costanzo prova sentimenti di indignazione, e per questo vuole denunciare quanto sta accadendo sulla strada a scorrimento veloce che porta a San Giovanni Gemini, aperta da pochi mesi ma già segnata dalle prime cicatrici. “Non posso- dice Costanzo- esimermi nel denunciare, da tecnico e da cittadino, la vergognosa condizione di dissesto idrogeologico in corso. Sono stanco perché si ripete sempre la stessa. Si spendono soldi senza alcuna logica. Si costruisce senza studiare, comprendere, capire e interpretare il territorio. Fino a quando non si contano i danni, e speriamo solo materiali, nessuno prenderà alcuna iniziativa”. Un continuo dejà vu che il ricercatore annota. Lui che in più casi, nel passato, ha denunciato la totale assenza di prevenzione dei fenomeni franosi nel territorio. Con altri esperti, Costanzo aveva elaborato uno studio in cui i rischi idrologici nel territorio erano risultati evidenti. E tra le aree più a rischio, emergeva proprio quella dove è stata realizzata la scorrimento veloce, la zona di Tumarrano. A confermare la tesi, le grosse fenditure di recente apparse sull’assalto, e la carreggiata che comincia a sbriciolarsi giorno dopo giorno. “Esistono diversi lavori presentanti in un convegno internazionale proprio sul Tumarrano – continua il professionista – realizzati da me e dal mio gruppo di ricerca. Il caso vuole che proprio per quell’area esistono due lavori scientifici di questa portata” ma che a quanto sembra- aggiungiamo noi- nessuno ha tenuto conto. Il tecnico punta l’indice su chi ha compiuto i lavori: “Il buon senso vuole che quando si inizia a costruire negli studi preliminari e in fase di progetto, il passo preparatorio e propedeutico è appunto la consultazione della bibliografia presente per l’area oggetto dello studio. Molti progettisti, purtroppo, non seguono queste indicazioni, anche perché non pagano mai in caso di errore. A pagare siamo sempre noi”.