Salute

La scomparsa della borghesia meridionale

Redazione

La scomparsa della borghesia meridionale

Dom, 14/08/2011 - 16:09

Condividi su:

CALTANISSETTA – “Spesso si considera la politica come un’attività separata, estranea all’ambiente sociale in cui essa opera. È un gravissimo errore. La politica (forse più di ogni altra attività) ha un rapporto strettissimo con il suo ambiente, adattandosi (per sopravvivere) alle diverse condizioni ambientali. Difatti ogni politica risente, inevitabilmente, dell’ambiente sociale, economico e culturale in cui opera. Se si considera, quindi, l’interdipendenza della politica con il suo ambiente di riferimento, si comprende meglio la difficoltà di operare, ad esempio, una riduzione dei “costi della politica”, o cambiamenti radicali del tessuto economico-sociale (ad esempio la razionalizzazione degli ipertrofici apparati burocratici).

Ogni classe dirigente opera in rapporto con determinati strati della società con i quali instaura forti legami. Teli legami rappresentano un forte vincolo al cambiamento. Le resistenze maggiori che la politica, specialmente meridionale, si troverebbe ad affrontare da una riduzione di denaro (costi della politica) e/o di potere (eliminazione di determinati livelli gerarchici di governo) sarebbero quelle del proprio ambiente di riferimento, ossia di quell’ambiente sociale, economico, culturale in cui la politica (quindi i partiti, le correnti, i potentati locali) trae la propria linfa vitale.

Nelle ultime vicende che hanno visto protagonista, tristemente, il meridione d’Italia ossia il problema dei rifiuti, le responsabilità sono da attribuire ad una classe dirigente locale che ormai non dirige più nulla, ma anche ad una borghesia che in tutti questi anni (il problema della gestione dei rifiuti del meridione non è certo degli ultimi anni) è stata silente, immobile di fronte a tale problema.

Per borghesia mi riferisco a quella classe sociale composta da professionisti, imprenditori, professori, giornalisti, intellettuali, che è rimasta immobile agli errori commessi per anni dalla classe politica.

Se Napoli e Palermo sono le capitali dalla mala gestione dei rifiuti, esse lo sono anche di quella borghesia apatica del meridione.

È dire che la borghesia meridionale ha dato, nel corso della storia, straordinaria dimostrazione della sua capacità di indirizzare e stimolare il governo verso un miglioramento della società.

Oggi, a parere di chi scrive, l’unica voce che la borghesia meridionale è in grado di emettere è un miope rivendicazionismo nei confronti del resto del Paese. Sicuramente le politiche nazionale avranno le loro colpe, ma se non si inizia a comprendere che le colpe maggiori sono da addebitare al meridione stesso, allora la soluzione del problema non arriverà mai. Una sorta di risarcimento spetta al Sud da parte del Nord o da parte dello Stato. Questo è il pensiero dominante di una parte (maggioritaria) della borghesia meridionale.

È stato notato da alcuni storici, ad esempio, che le vicende che portarono nel 1933 alla presa del potere del nazionalsocialismo in Germania, furono conseguenza (anche) della debolezza della borghesia tedesca, la quale non fu in grado di opporsi, ma anzi si fece assorbire dall’ascesa del nazismo. Se quella borghesia si fosse opposta con forza al nazismo, probabilmente lo stesso avrebbe avuto meno legittimità, meno forza di quella che ha poi acquisito nel corso del tempo.

Se non vi è uno scatto d’orgoglio, se non si inizia a comprendere che deve essere il meridione per primo a darsi una mano, nessun altro sarà in grado di aiutarlo”.

Vincenzo Montante

banner italpress istituzionale banner italpress tv