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Messina Denaro, inchiesta su rete di fiancheggiatori: sequestro da mezzo milione a detenuto

Redazione

Messina Denaro, inchiesta su rete di fiancheggiatori: sequestro da mezzo milione a detenuto

Gio, 09/04/2026 - 16:39

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Nelle province di Milano, Brescia e Roma, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto in fase esecutiva dei Carabinieri dei rispettivi Comandi Provinciali, ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro di prevenzione del Tribunale di Trapani-Sezione Misure di Prevenzione, di un’abitazione, un’autovettura, conti deposito e polizze assicurative, per un valore complessivo di circa 500 mila euro, nei confronti di Massimo Gentile, di 54 anni, attualmente detenuto per associazione di tipo mafioso con condanna a 10 anni di reclusione, emessa dal GUP del Tribunale di Palermo, tra i presunti favoreggiatori della latitanza dell’allora capo della provincia trapanese di cosa nostra Matteo messina Denaro.

Il provvedimento si inserisce nel prosieguo dell’indagine ‘Il Tramonto’ finalizzata non solo alla cattura di Messina Denaro, ma anche alla ricostruzione del contesto criminale in cui era inserito ed alla successiva disarticolazione del circuito di fiancheggiatori che nel tempo hanno sostenuto il latitante.

L’attuale operazione del Ros, che scaturisce dalle indagini patrimoniali avviate nel settembre del 2024, “ha consentito di documentare l’abituale e qualificata pericolosità sociale dell’indagato, che si ritiene abbia favorito per lungo tempo la latitanza di Messina Denaro cedendogli la propria identità per l’acquisto di mezzi di trasporto, la sottoscrizione delle relative polizze assicurative ed il compimento di operazioni bancarie- dice il Ros – una marcata e costante sperequazione tra i redditi dichiarati e l’effettivo tenore di vita del nucleo familiare di Gentile. Gli accertamenti patrimoniali, infatti, hanno dimostrato che l’acquisto dei beni oggi sottoposti a sequestro è stato reso possibile grazie all’impiego di risorse di presunta natura illecita, non giustificabili con le entrate ufficiali documentate al fisco dall’indagato. Le attività del Ros, finalizzate a ricostruire la rete relazionale di Matteo Messina Denaro, hanno consentito finora l’arresto di 16 favoreggiatori ed il sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 500 mila euro”

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