Rafforzare il rapporto tra informazione e comunità in una fase segnata da una crescente crisi di fiducia. Con questo obiettivo è stata presentata alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Palermo la Fondazione Giornalismo Mediterraneo ETS, L’incontro è stato promosso insieme a Civita Sicilia e all’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo.
Creata da un gruppo di sei fondatori con percorsi diversi e complementari: Giorgio Romeo (direttore Sicilian Post), Giovanni Zagni (direttore Pagella Politica e Facta), Annalisa Monfreda (fondatrice di Rame, già direttrice Donna Moderna), Laura Silvia Battaglia (reporter internazionale e Coordinatrice della Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano), Giuseppe Di Fazio (responsabile Avvenire Catania, già caporedattore La Sicilia) e Guido Tiberga (già caporedattore La Stampa). Un gruppo che condivide un’esperienza consolidata nel giornalismo, nella formazione e nell’innovazione editoriale, contribuendo a costruire un progetto che nasce in Sicilia ma ha fin dall’inizio una vocazione globale.
La Fondazione, nata formalmente nel dicembre 2025, affonda le sue radici in un percorso iniziato sette anni fa con il workshop “Il giornalismo che verrà” e sviluppato anche attraverso la “10 Points Unconference”, che ha riunito in Sicilia una rete internazionale di editori, executive e giornalisti per lavorare in modo collaborativo sulle trasformazioni dell’informazione. Esperienze che oggi confluiscono in una struttura più stabile e orientata al lungo periodo.
«Il giornalismo oggi non attraversa solo una crisi economica o tecnologica, ma una crisi di relazione – ha detto Giorgio Romeo, Presidente della Fondazione – Per questo motivo abbiamo scelto di costruire uno spazio stabile in cui formazione, ricerca e confronto rimettono al centro le comunità. La credibilità dell’informazione si gioca sempre di più sulla capacità di verificare, contestualizzare e rendere trasparenti i processi. È lì che si ricostruisce la fiducia». Nel corso dell’incontro è stato presentato il programma 2026 del workshop “Il giornalismo che verrà”– Festival del Giornalismo Mediterraneo, giunto all’ottava edizione e in programma a Catania dal 21 aprile al 24 maggio. Promosso dalla
Fondazione insieme alla Scuola Superiore dell’Università di Catania, con il supporto di enti pubblici e privati, il percorso offrirà 60 borse di studio a copertura totale.
Il workshop si articolerà in due percorsi complementari. Il Corso Base, rivolto a studenti e aspiranti giornalisti, si svolgerà in quattro giornate tra aprile e maggio e offrirà una formazione pratica su scrittura, podcasting, fact checking e strumenti digitali. Il Corso Avanzato, in programma dal 20 al 24 maggio, sarà una masterclass intensiva per giornalisti e professionisti della comunicazione, con laboratori di reportage, intelligenza artificiale, modelli editoriali e nuove forme di racconto. Accanto alla formazione, il workshop si sviluppa come un festival aperto al pubblico, con incontri dedicati ai temi più urgenti del settore: dal giornalismo locale al rapporto con le comunità, fino all’impatto delle tecnologie sull’informazione.
Le candidature sono aperte sul sito workshopgiornalismo.it: entro il 16 aprile per il Corso Base e entro il 19 aprile per il Corso Avanzato.
Presentato anche lo Scientific Advisory Board internazionale della Fondazione che riunisce figure di primo piano del settore: Lars Boering, direttore European Journalism Centre; Rozina Breen, direttrice Pulitzer Center; Madhav Chinnappa, Reuters Institute for the Study of Journalism ed ex Google News; Derrick de Kerckhove, già direttore McLuhan Program dell’Università di Toronto; Richard Gingras, già vicepresidente News di Google; Lisa MacLeod, direttrice FT Strategies; Douglas McCabe, senior executive The Guardian; Amy Mitchell, direttrice Center for News Technology & Innovation; Javier Moreno, già direttore El País; Cheryl Phillips, docente alla Stanford University e fondatrice Big Local News; Maria Pia Rossignaud, direttrice Media 2000; Dima Saber, direttrice Meedan; Antonio Zappulla, CEO Thomson Reuters Foundation.

