Il giudice Iacopo Mazzullo ha disposto il rinvio a giudizio per tutti i 21 indagati coinvolti nell’inchiesta sull’appalto per la manutenzione della rete fognaria di Lampedusa. Il processo iniziera’ il 13 maggio davanti alla seconda sezione penale. Secondo la procura, amministratori, tecnici comunali e imprenditori avrebbero costretto l’impresa vincitrice della gara ad affidare parte dei lavori a ditte vicine a familiari e conoscenti, utilizzando pressioni e minacce. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono associazione a delinquere, concussione e peculato. Tra gli imputati figurano l’ex sindaco Salvatore Martello, l’ex vicesindaco Salvatore Prestipino, il dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Di Malta e il responsabile dei lavori pubblici Manlio Maraventano, ritenuti dagli inquirenti i promotori del sistema. A giudizio anche Andrea Policardo, Giovanni, Antonio e Rosa Martello, Claudia Cestrone, Annalisa Lombardi, Massimo Campione, Domenico, Rosario, Gianluca, Nicola, Umberto, Pietrino, Salvatore e Rosa Cucina, oltre a Giovanna Taromina e Domenico Cucina, accusati di avere partecipato al meccanismo dei subappalti. L’indagine, avviata dai carabinieri nel 2021, ruota attorno ai lavori di manutenzione della rete fognaria e delle stazioni di sollevamento dell’isola, un appalto che era stato sequestrato tre anni fa. L’impresa di Messina che si era aggiudicata la gara sarebbe stata costretta ad accettare subappalti imposti a favore di aziende locali legate all’ex sindaco e ai suoi familiari. Negli atti compaiono anche frasi considerate intimidatorie, come “Noi il contratto glielo facciamo firmare ma le faremo passare le pene dell’inferno” e “Qui comando io, e si fa come dico io”. (AGI)
di Redazione 3
Gio, 05/03/2026 - 12:17

