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Costi produzione e logistica fanno esplodere prezzi ortofrutta: all’ingrosso melanzane +121% in 1 anno

Redazione

Costi produzione e logistica fanno esplodere prezzi ortofrutta: all’ingrosso melanzane +121% in 1 anno

Gio, 26/03/2026 - 15:52

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Fattori climatici avversi e l’incremento dei costi logistici e di produzione fanno esplodere i costi dell’ortofrutta all’ingrosso, che sono tutti su livelli molto più alti rispetto ad appena un anno fa mentre, per alcune referenze come i pomodori, il livello di prezzo è aumento anche del 30% in una sola settimana a causa dell’aumento del costo dei trasporti.

Lo segnala BMTI che ha fatto una analisi sull’andamento dei prezzi all’ingrosso del comparto ortofrutticolo e ittico rilevati anche nei mercati della Rete Italmercati. Rispetto alla scorsa settimana, per i prodotti siciliani come melanzane, peperoni e zucchine si registra stabilità, sebbene su livelli molto alti rispetto al 2025.

In particolare, le melanzane registrano un incremento annuo vertiginoso del +121% arrivando a costare 3,20 euro/Kg a fronte di 1,45 euro/Kg del 2025 ma nessuna variazione rispetto alla scorsa settimana. I rincari più significativi della settimana continuano a riguardare i pomodori, con il Ciliegino che sale del 29% in soli sette giorni e il Datterino del 20%. Piccadilly a 4 euro/kg, a fronte dei 2,10 euro/Kg del 2025 (+90%) mentre la varietà a grappolo, il più consumato in questo periodo, conferma un aumento annuo del 44% e del 16% rispetto alla scorsa settimana.

In questo periodo dell’anno, l’approvvigionamento di pomodori, peperoni e melanzane dipende infatti in larga misura dalle produzioni di Spagna, Nord Africa e Sicilia. Tuttavia, l’impennata dei costi logistici e il caro petrolio hanno ridotto la convenienza delle importazioni a lunga percorrenza da mercati come il Marocco e la Spagna. Questa dinamica, unita a una bassa disponibilità di prodotto causata da fattori ambientali, come il ciclone Harry, ha spinto al rialzo i prezzi del prodotto nazionale, con picchi che per alcune varietà di pomodoro sfiorano il raddoppio rispetto allo scorso anno. Anche per i prodotti ittici allevati si registra una crescita dei listini, legata principalmente all’aumento dei costi di produzione e logistica come conseguenza della situazione geopolitica in corso.

Occorre specificare che, per il prodotto di esportazione, c’è stato un incremento più consistente mentre per il prodotto italiano meno, probabilmente per una minore incidenza dei costi di trasporto. In particolare, il prodotto greco, pur restando il più commercializzato grazie ai costi contenuti, ha subito rincari importanti. In particolare, l’orata segna un +22% rispetto all’anno precedente. Il prodotto italiano, invece, mantiene una qualità superiore e una crescita dei prezzi più contenuta raggiungendo in un anno il +4% sia per l’orata e che per la spigola. Maggiore stabilità si registra, infine, per i prezzi all’ingrosso della trota salmonata, che risente meno delle fluttuazioni di mercato poiché consumata prevalentemente nel Nord Italia.

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