Il Super Bowl 2026 consegna alla storia un risultato inequivocabile: i Seattle Seahawks sono i nuovi campioni della NFL. Nella cornice del Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, la finale numero 60 non ha regalato l’equilibrio atteso, trasformandosi ben presto in un monologo della squadra di Seattle, capace di imporsi con autorità sui New England Patriots con il punteggio di 29-13.
Fin dalle prime battute, l’incontro ha mostrato una chiara direzione. I Seahawks hanno imposto ritmo, intensità e disciplina tattica, lasciando pochissimo margine di manovra agli avversari. La difesa è stata il perno della vittoria: aggressiva, organizzata e costantemente efficace nel contenere le iniziative offensive dei Patriots, mai realmente in grado di cambiare l’inerzia della gara. Ogni tentativo di reazione da parte di New England si è infranto contro una linea difensiva solida e attenta, che ha costretto l’attacco di Boston a giocate forzate e poco produttive.
Sul fronte opposto, l’attacco di Seattle ha gestito il match con grande lucidità, amministrando il possesso e colpendo nei momenti chiave. Il vantaggio è cresciuto progressivamente, rendendo evidente già a metà gara come il confronto fosse indirizzato. Nonostante il prestigio e l’esperienza dei Patriots, la finale ha assunto presto i contorni di una partita a senso unico, fino al definitivo 29-13 che ha sancito il ritorno dei Seahawks sul tetto del football americano. Un successo che certifica la solidità di un progetto tecnico capace di confermarsi ai massimi livelli della lega.
Ma il Super Bowl non è stato solo sport. Come da tradizione, grande attenzione ha attirato lo spettacolo dell’intervallo, che questa volta ha avuto anche una forte valenza simbolica e sociale. Protagonista assoluto Bad Bunny, fresco vincitore ai Grammy con l’album Debi Tirar Mas Fotos. L’artista portoricano ha trasformato il palco in una scenografia dai richiami latini, lanciando un messaggio di inclusione e unità: “Insieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”.
Accanto a lui, una parata di ospiti illustri – da Lady Gaga a Ricky Martin, passando per Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba – ha celebrato la cultura latina davanti a milioni di spettatori. Uno show che, se da un lato ha entusiasmato una parte del pubblico, dall’altro ha acceso polemiche e critiche negli ambienti più conservatori, confermando ancora una volta come il Super Bowl resti uno specchio delle tensioni e dei cambiamenti della società americana.
Dalla sua residenza di Mar-a-Lago, Donald Trump ha duramente attaccato lo spettacolo, definendolo “lo show più brutto di sempre e uno schiaffo in faccia all’America”, criticando la scelta della NFL di affidare l’half-time a un artista che canta in spagnolo.

