“Non serve imparare lo spagnolo. È meglio imparare a ballare”. BAD BUNNY lo aveva detto chiaramente nei giorni che avevano preceduto il Super Bowl LX: niente barriere linguistiche ma divertimento puro. ”Sarà una festa enorme. Voglio portare sul palco tanta della mia cultura”. Promessa mantenuta. Ieri sera, al Levi’s Stadium di Santa Clara, Benito Antonio Martínez Ocasio ha firmato uno degli Halftime Show più potenti, simbolici e discussi degli ultimi anni. Bastavano pochi istanti davanti allo schermo per capirlo: quello che stava andando in è stato un vero racconto in stile musical, un viaggio tra salsa, reggaeton e ritmi tradizionali portoricani, che hanno trasformato l’intervallo del Super Bowl in uno show unico.
Uno spettacolo globale, seguito da milioni di spettatori, che ha celebrato l’America latina come parte integrante dell’identità statunitense. BAD BUNNY ha dominato il palco dall’inizio alla fine, alternando i suoi successi più iconici a scenografie che richiamavano la quotidianità portoricana: c’erano i quartieri e le radici di un intero popolo, con tanto di ‘casita’, la tipica casa di villaggio portoricano, già apparsa nelle sue esibizioni sull’isola.
L’inizio è affidato alla hit ‘Tití Me Preguntó’, poi segue Seguimo’ Aquí: ”State ascoltando musica da Puerto Rico dalle baraccopoli e dai quartieri” dice BAD BUNNY. Parte uno snippet di ‘Gasolina’ di Daddy Yankee, e Benito rincara la dose: ”La ragione per la quale sono qui è perché non ho mai smesso di credere in me stesso”. Da cassiere e magazziniere a star globale della musica. Ogni passaggio a raccontare una storia: quella di un artista, fresco di tre Grammy Awards, cresciuto tra due mondi e diventato portavoce di una generazione intera.

E proprio durante lo show dell’intervallo del Super Bowl LX, BAD BUNNY ha consegnato uno dei suoi Grammy a un bambino sul palco, in un gesto diventato ancora più simbolico. A rendere memorabile lo show, le apparizioni a sorpresa di Lady Gaga, che si è esibita in una versione salsa di ‘Die With a Smile’ e di Ricky Martin, che ha cantato ‘Lo Que Le Pasó a Hawaii’, trasformando l’Halftime Show in una celebrazione della musica pop e latina a 360 gradi. Ricky Martin ha poi elogiato pubblicamente BAD BUNNY, definendolo un punto di riferimento per il futuro della scena internazionale. Così come Jennifer Lopez, tra le principali supporter dell’artista assieme a Pedro Pascal, Cardi B e Jessica Alba avvistate mentre ballavano tra la gente.

Il momento più intenso arriva nel finale. ”L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore” recita un maxischermo alle spalle di BAD BUNNY. Un messaggio diretto in un contesto politico e sociale, come quello statunitense, molto testo. L’artista prende in mano un pallone da football con la scritta ‘Insieme siamo l’America’ e pronuncia le sue uniche parole in inglese della serata: ”God bless America”, elencando i nomi di tutti i Paesi americani: ”Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Brasile, Colombia, Venezuela, Guiana, Panama, Cosa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Messico, Repubblica Domenicana, Antille, Stati Uniti, Canada, e la mia patria, Porto Rico”.
Un gesto che non è passato inosservato, facendo scattare subito la polemica politica. Se da un lato lo show è stato accolto come storico e rivoluzionario, dall’altro ha scatenato reazioni durissime. Il presidente statunitense Donald Trump lo ha definito ”il più brutto di sempre”, criticandone i contenuti e il messaggio, mentre ambienti conservatori hanno parlato di uno spettacolo ”non rappresentativo dei valori americani”. La risposta del pubblico, però, è stata altrettanto netta: sui social, milioni di utenti stanno celebrando in tutto il mondo la performance, acclamandola come un simbolo di inclusione e orgoglio culturale.

Anche la moda è diventata parte del racconto. Contro ogni previsione, BAD BUNNY ha rinunciato ai brand di lusso (come Schiaparelli che lo aveva vestito in occasione dei Grammy Awards) per indossare un completo firmato Zara, reinterpretato come una divisa da football. Una scelta in linea con il suo desiderio di restare vicino alle persone comuni. Il look, progettato insieme agli stylist Storms Smoov e Marvin Douglas, era carico di significati: il numero 64, anno di nascita della madre, e allo stesso tempo riferimento alle prime vittime ufficiali dell’uragano Maria a Porto Rico nel 2017. Ai piedi, le nuove adidas Badbo 1.0, lanciate proprio in occasione dello show, hanno completato un outfit diventato subito virale. Alla fine aveva ragione lui: non serviva imparare lo spagnolo. È bastato guardarlo per capire tutto, il messaggio che ha mandato ha superato lingue e confini.

