Otto misure di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dalla Polizia di Stato, su delega della Dda, a carico di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti e detenzione illegali di armi.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Sisco, hanno interessato il territorio di Brancaccio e le famiglie mafiose che compongono l’omonimo mandato cittadino, delineando i nuovi assetti organizzativi delle compagnie mafiose. Nel corso delle indagini sarebbero stati acquisiti significativi elementi probatori in ordine all’ascesa degli attuali referenti del mandato, che avrebbero dovuto assumere la gestione delle principali attività illecite. Diversi i casi di estorsione ai danni di attività commerciali di varia natura accertati, finanziano venditori ambulanti dello street food.
Accertato anche l’interesse degli indagati nella gestione delle piazze di spaccio, soprattutto nel quartiere Sperone, dove la pressione criminale della cosca mafiosa si è manifestata attraverso la gestione dei canali di approvvigionamento dello stupefacente, nonché tramite l’esborso di una somma mensile per l’esercizio dell’attività illecita nella zona di interesse.
Emerso anche l’interesse nella gestione del gioco e delle scommesse on line, con la predisposizione dei cosiddetti pannelli “.com”, estranei al meccanismo legale la cui autorizzazione al rilascio è di competenza dell’Agenzia dei Monopoli. In tale ambito sarebbe scaturito l’omicidio di Giancarlo Romano, avvenuto qualche giorno fa. Nel medesimo contesto operativo personale dell’Arma dei Carabinieri è stato delegato per l’esecuzione dello stesso provvedimento restrittivo a carico di un altro indagato, sodale al mandamento mafioso. (ITALPRESS)

