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De Rita: “Italia narcisista, nessuno vede piu’ solitudine vicini”

Redazione

De Rita: “Italia narcisista, nessuno vede piu’ solitudine vicini”

Mar, 13/12/2022 - 09:30

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 “Così com’è, la nostra società vive del primato del soggettivismo. Ma se la persona diventa l’espressione di un soggettivismo che diventa maniacale forse è il momento di tornare un po’ indietro”. Lo afferma Giuseppe De Rita, sociologo e fondatore del Censis, in un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’ in merito alla sparatoria a Fidene, durante una riunione di condominio, che ha portato alla morte di tre donne.

“Fa paura il fatto che oggi non c’è nessuno, in famiglia, a scuola, in un luogo di lavoro, che possa veramente dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Prima c’erano delle regole chiare, – continua De Rita – un padre vedeva un figlio assumere comportamenti ritenuti sbagliati e interveniva. Oggi la norma è l’aumento della soggettività, tutti fanno quello che vogliono e restiamo inerti davanti a comportamenti devianti come quello dell’uomo che ha ucciso queste tre donne.

Le agenzie primarie non sono in grado di fornire più amicizia o meccanismi di sostegno, solidarietà o qualsiasi altro sentimento diverso da questo narcisismo che può esplodere in maniera deviante. – prosegue – Succede in chi, ormai da anni, è chiuso in questo soggettivismo. E il fatto che nessuno di chi sta accanto sia in grado di intercettare in tempo il fattore di rischio è la controprova del fatto che ognuno di noi ha paura di invadere la sfera privata dell’altro.

E se ne disinteressa”. “Di per sé il soggettivismo è stato un processo di grande liberalizzazione da una morale stretta e opprimente. Ma certo, quando ci si accorge che si è arrivati al limite, che sta diventando incontrollabile bisognerebbe avere il coraggio di fermarsi e tornare un po’ indietro”, conclude De Rita.

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