Salute

Caltanissetta, Caltagirone (Asp): “Da Cgil realtà distorta. Sempre in prima linea al servizio dei pazienti”

Redazione 2

Caltanissetta, Caltagirone (Asp): “Da Cgil realtà distorta. Sempre in prima linea al servizio dei pazienti”

Ven, 14/01/2022 - 23:01

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“La nota diffusa in queste ore dalla CGIL – sottolinea il Direttore Generale Alessandro Caltagirone – è l’ennesima
dimostrazione dell’assoluta mancanza di attenzione e di consapevolezza rispetto ai processi messi in atto dall’amministrazione in tutte le fasi, e in particolare,in questa fase acuta della pandemia.

La terapia intensiva covid è stata chiusa perché al momento non ci sono pazienti ed è evidente che, il personale va ottimizzato affinché possa di volta in volta, con una logica flessibile, essere indirizzato laddove vi siano pazienti che hanno bisogno di cure.

Un principio banale, ma evidentemente poco comprensibile a chi dimostra di non conoscere cosa accade davvero in un’azienda sanitaria.

L’ultimo paziente che era ricoverato in terapia intensiva è stato spostato verso una degenza ordinaria. Ovviamente se ci fosse la necessità di ricoverare un paziente in terapia intensiva, l’assistenza continuerebbe ad essere garantita così come è successo fino a ieri. Anche sul click day si attribuiscono all’amministrazione colpe laddove invece l’inconveniente è stato generato dalla ditta che ha in carico il funzionamento del software. I blocchi sono stati determinati dall’utilizzo di software, tipo boat, che inviano le istanze a distanza di pochi secondi per garantire la candidatura, mettendo in crisi il sistema informatico.

Un problema che peraltro ha trovato una recente soluzione; abbiamo, infatti, chiesto alla ditta di strutturare un sistema che consentirà di non generare più blocchi. Nel frattempo, con una delibera di oggi, abbiamo colmato le necessità con l’assunzione di 37 infermieri che prenderanno servizio nei prossimi giorni.
È piuttosto scoraggiante riscontrare che tale nota giunge all’indomani di un incontro con tale sigla sindacale differito a causa di un problema di salute del
sottoscritto che per tutelare i partecipanti – in attesa dell’esito di un tampone, dopo il contatto con un positivo – ha ritenuto corretto rinviare l’incontro. Un rispetto dimostrato dal sottoscritto, ma che di certo non è mai ricambiato.

Una nota, quella diffusa, piena di contraddizioni e foriera di confusione, quando si parla di stabilizzazioni di precari storici e personale assunto per il covid. Sono molte le azioni messe in campo in questi mesi da chi è veramente in prima linea, in primis gli operatori sanitari. Effettueremo inoltre anche una ricognizione straordinaria per avere contezza di tutto il personale presente in azienda che pur avendo competenze sanitarie non svolge tale funzione. Di certo sarà per tali soggetti un’occasione per essere davvero in prima linea e fornire supporto in un momento difficile”.

Le dichiarazioni arrivano in seguito alla nota diffusa dal sindacato dei lavoratori che ha chiesto l’intervento dell’assessorato regionale per stabilire la situazione.

“La chiusura della terapia intensiva Covid del Sant’Elia di Caltanissetta rappresenta l’ennesima prova dell’incapacita’ della direzione strategica nissena nel gestire il servizio sanitario. Aperto nella prima fase della pandemia, il reparto e’ stato successivamente chiuso e il personale e’ stato impegnato negli altri reparti per sostituire il personale spostato nei presidi minori senza peraltro attivare la mobilita’ interna.

Quindi di fatto non puo’ aprire proprio perche’ il personale Covid destinato e’ altrove”. Lo dice la segretaria generale della Cgil Rosanna Moncada e il segretario provinciale Fp Cgil Angelo Polizzi che chiedono l’intervento dell’assessorato regionale alla Salute. Attualmente i pazienti affetti da Covid-19 che necessitano di Terapia Intensiva vengono inviati in altre strutture ospedaliere.

“Il sistema sanitario nisseno in tilt per l’aumento dei contagi e per i ritardi nel tracciamento dei soggetti positivi – continuano i due sindacalisti – ha dimostrato l’incapacita’ della dirigenza sanitaria nissena nel prevedere i problemi e affrontare la situazione di crisi che stiamo vivendo in questi giorni. Chiediamo all’assessorato alla salute di intervenire tempestivamente in maniera incisiva affinche’ questi dirigenti non siano piu’ messi nella facolta’ di decidere per la salute della nostra provincia. Il tentativo di reclutare altro personale attraverso il sistema fallimentare del click-day ha nuovamente rappresentato le falle del sistema di reclutamento da parte dell’ Asp nissena che non riesce neanche ad attivare in emergenza gli istituti contrattuali per assicurare l’assistenza necessaria con la turnazione del personale in servizio siano essi infermieri o medici e invece si cerca di sopperire, con costi elevati, con medici in pensione determinando un grave danno a scapito del personale che, lasciato solo, e’ comunque impegnato nella lotta alla pandemia e a gestire l’emergenza, e dell’offerta sanitaria che non riesce assolutamente a sopperire i livelli essenziali di assistenza”.