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Rassegna Stampa. Caltanissetta: a rischio 22 Navigator assunti in Provincia

Giuseppe Scibetta - La Sicilia

Rassegna Stampa. Caltanissetta: a rischio 22 Navigator assunti in Provincia

Gio, 18/11/2021 - 08:49

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Anche i navigator che lavorano in provincia, nei Centri per l’Impiego di Caltanissetta e di Gela (22 in tutto), prenderanno parte alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma e che è stata indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl ed Uil per chiedere la proroga del loro contratto di lavoro che scade il prossimo 31 dicembre: il Governo infatti in occasione del varo della nuova legge di bilancio non ha previsto le risorse necessarie per il pagamento dello stipendio percepito sino ad ora, decretandone di fatto la fine del rapporto di lavoro dei quasi 2.300 navigator (429 dei quali in attività al momento in tutta la Sicilia) che a livello nazionale hanno affiancato i percettori del reddito di cittadinanza nella ricerca di una occupazione.

Anzi il Governo ha previsto che dell’aiuto al collocamento e alla individuazione delle imprese che necessitano del personale dipendente dal prossimo anno saranno le Agenzie per il lavoro autorizzate da Anpal, di fatto congedando in maniera definitiva tutti i cosiddetti “timonieri” che al momento rischiano il licenziamento definitivo.

«Una decisione che per noi più che una beffa sarebbe veramente un dramma», dice Mirko Vruna, il giovane nisseno che nel luglio del 2019 a Roma ha partecipato, assieme ad altre 84 mila persone alla prova di selezione e che attualmente è impiegato al Centro per l’impiego di Gela.

«Ho creduto sempre nel mio lavoro, e, assieme agli altri miei colleghi, ci ho messo tutta la mia passione nell’espletarlo, anche se sin dall’inizio hanno sempre provato a tagliarci le gambe – racconta Mirko, che ha 28 anni, è plurilaurerato con specialistica in Management presso uno degli istituti più prestigiosi d’Italia con la votazione di 110 e lode e parla molto bene anche due lingue straniere.

E come me, tutti gli altri che hanno superato il concorsone – aggiunge – sono tutti persone con una notevole preparazione e professionalità, essendo, nella maggior parte dei casi, avvocati, commercialisti, psicoterapeuti ed altro ancora che per essere assunti hanno superato una selezione difficilissima» .

«Purtroppo non è stato possibile espletare il nostro ruolo al meglio per diversi fattori – spiega il dott. Vruna – innanzi tutto perché di lavoro nella nostra provincia ce n’è ben poco, e quello stesso non sempre viene pagato come sarebbe giusto, e poi è dipeso sin dall’inizio da quello svolto dagli operatori del Centro per l’Impiego, che sono degli uffici pubblici con gravi carenze di personale. Sia l’assessore regionale Scavone che l’ex ministro al Lavoro, Di Maio ci avevano promesso di integrarci all’interno di questi Centri e di intraprendere un percorso di stabilizzazione anche tramite concorsi che sino ad oggi non sono stati banditi».

«I nuclei familiari che beneficiano del Reddito di cittadinanza in provincia di Caltanissetta sono circa cinquemila (e quindi le persone coinvolte da questo beneficio sono in tutto quasi quindicimila) – spiega il dott. Mirko Vruna – ed ogni famiglia composta mediamente da tre persone percepisce da parte dell’Inps ogni mese circa 540 euro. Si è sempre parlato di importi molto più alti, ma vi garantisco che non è vero, non è così. Solo le famiglie molto numerose, e con un valore Isee pressoché zero raggiungono la circa di circa mille euro, ma sono solo pochi casi, e se dividiamo l’importo per ogni individuo non lo si potrebbe definire un compenso dignitoso. Il reddito di cittadinanza si è rivelato uno strumento socialmente essenziale, specialmente nel momento in cui si è diffusa la pandemia per il Coronavirus: senza di esso in tanti avrebbero avuto gravissime conseguenze economiche…».

«Il nostro è sempre stato una attività particolarmente difficile anche perché abbiamo dovuto confrontarci con due mondi come quello delle imprese e quello dei disoccupati che non sempre riescono a dialogare proficuamente – ricorda ancora – ed i navigator costituiscono una soluzione per sopperire alle carenze dei Centri per l’impiego, che, con poco personale, andrebbero potenziati con nuove assunzioni definitive di personale ed i primi ad essere assunti dovrebbero essere proprio i navigator».

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